Bandi Agricoltura Calabria

PROGRAMMA DI SVILUPPO  RURALE DELLA REGIONE CALABRIA 2007 – 2013  
 
ASSE  1 :  “MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE ”  
ASSE  2 :  “MIGLIORAMENTO DELL’AMBIENTE E DELLO SPAZIO RURALE”  
Asse  3:   “QUALITA’ DELLA VITA NELLE ZONE RURALI E  DIVERSIFICAZIONE DELL’ECONOMIA RURALE”  
 
   
Misura 111: Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione  
Pacchetto  Giovani  (Misura  112:  Insediamento  giovani  agricoltori  +  Misura  121:  
Ammodernamento delle aziende agricole);  
Misura 121: Vendita Diretta  
Misura 122: Accrescimento del valore economico delle foreste  
Misura 123: Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali  
Misura 124: Cooperazione per  lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e  tecnologie nei settori agricolo e
alimentare e in quello forestale  
Misura 133: Azioni di informazione e promozione  
Misura 227: Sostegno agli investimenti non produttivi  
Misura 311: Diversificazione in attività non agricole  
Misura 312: Sostegno alla creazione e allo sviluppo di imprese  
Misura 323: Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale  
 
 
 
Regione Calabria – Dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione  
 
      
 
2) DEFINIZIONI  
 
Azienda agricola  
L’azienda  agricola  è  un’unità  produttiva  costituita  da  terreni,  anche  in  appezzamenti  non  contigui,  
ed  eventualmente  da  impianti  ed  attrezzature  varie,  in  cui  si  attua  la  produzione  agraria,  forestale  o  
zootecnica ad  opera  di  un  conduttore,  cioè,  persona  fisica,  società  od  ente  che  ne  sopporta  il  
rischio  aziendale.  La superficie  dell’azienda  è  tutta  quella  in  possesso  dell’imprenditore  così  come  
risultante  dal  fascicolo aziendale elettronico di cui al DPR 503/99.  
 
Membro della famiglia agricola (art. 35 del Reg. (CE) 1974/2006)  
Per  “membro  della  famiglia  agricola”  si  intende  una  persona  fisica  o  giuridica  o  un  gruppo  di persone
fisiche  o  giuridiche,  qualunque  sia  la  natura  giuridica  attribuita  al  gruppo  e  ai  suoi  componenti
dall’ordinamento nazionale, ad esclusione dei lavoratori agricoli. Qualora sia una persona giuridica o un
gruppo di persone giuridiche,  il  membro  della  famiglia  agricola  deve  esercitare  un’attività  agricola  
nell’azienda  agricola  al momento della presentazione della domanda.  
 
Terreno agricolo  
Per  “terreno  agricolo”  si  intende  il  terreno  nel  quale  l’imprenditore  agricolo  esercita  una  delle  
attività considerate dall’art. 2135 del C.C.  
Le categorie di terreno agricolo ammesse al sostegno sono individuate in:  
- seminativi, colture permanenti, altre coltivazioni agricole (esclusi gli orti familiari), che risultano essere  
stati in produzione nei due anni precedenti la presentazione della domanda;  
- ammissibili ai sostegni in riferimento all’art. 42 del Reg. (CE) n. 1698/05.  
Non sono ammissibili al  sostegno  le  superfici coltivate a prato  permanente,  prato  pascolo  e  pascolo  
e    le  superfici  in  genere  che  risultano  in  fase  di  rinaturalizzazione  e  quelle  percorse  da  incendio.  Tale
esclusione è da estendere anche alle superfici nelle quali è stato introdotto il regime sodivo in attuazione
di specifiche Misure della precedente programmazione.  
 
Imprenditore Agricolo Professionale  
Ai sensi del comma 1, art. 1, del D. Lgs 99/2004, così come integrato dal successivo D. Lgs 101/05, “ai
fini dell’applicazione  della  normativa  statale,  è  imprenditore  agricolo  professionale  (IAP)  colui  il  
quale,  in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (CE) n.
1257/1999  del  17  maggio  1999,  del  Consiglio,  dedichi  alle  attività  agricole  di  cui  all’articolo  2135  del
codice civile, direttamente  o  in  qualità  di  socio  di  società,  almeno  il  cinquanta  per  cento  del  
proprio  tempo  di  lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento
del proprio reddito globale da lavoro. Nel caso in cui l’azienda sia localizzata in una zona svantaggiata le
percentuali di riferimento sono il 25% del tempo  lavorativo  ed  il 25%  del  reddito  globale.  Le pensioni  
di ogni  genere,  gli assegni ad esse equiparati,  le  indennità  e  le  somme  percepite  per l'espletamento  di cariche  pubbliche,  ovvero  in  società, associazioni  ed  altri  enti  operanti  nel  settore  agricolo,  
sono  escluse  dal  computo  del  reddito  globale  da lavoro. (Cfr. Linee guida per il riconoscimento della
qualifica  di  Imprenditore  Agricolo  Professionale  (IAP)  approvate  con  Deliberazione  di  Giunta  Regionale
della Calabria n. 188 del 29 marzo 2007).   
 
Imprenditori agricoli associati  
Sono considerati imprenditori agricoli associati:  
-  le  società  di  persone  e  le  associazioni,  qualora  lo  statuto  o  l’atto  costitutivo  prevedano  quale  
oggetto  sociale  l’esercizio  delle  attività  agricole  di  cui  all’articolo  2135  del  Cod.  Civ.  Per  le  società  in
accomandita la qualifica si riferisce ai soci accomandatari;  
-   le  società cooperative,  comprese  le cooperative  agricole  di conduzione  di  terreni  e/o allevamenti ed
attività connesse, nonché i loro consorzi, qualora lo statuto preveda quale oggetto sociale l’esercizio delle
attività agricole di cui all’articolo 2135 del Cod. Civ.   
-  le  società  di  capitali  e  le  fondazioni  qualora  lo  statuto  o  l’atto  costitutivo  prevedano  come  oggetto
sociale l’esercizio dell’attività agricola.  
L’impresa    associata    deve    conservare    la    propria    identità    giuridico-fiscale    e    ha    l’obbligo    di    
mantenere    il  vincolo  associativo  sino  al  completo  adempimento  degli  impegni  indicati  ai  successivi
paragrafi.  Le  fatture  relative  agli  interventi  previsti  dal  programma  di  investimento  devono  essere
intestate all’impresa associata.  
   
Fascicolo aziendale  
Si  intende  per  esso  la  raccolta  della  documentazione  amministrativa  relativa  al  beneficiario  ed  è
conservato presso un CAA convenzionato con AGEA o presso la Regione.  
La costituzione del fascicolo aziendale è obbligatoria, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica
n. 503  del  01  dicembre  1999.  L’assenza  del  fascicolo  aziendale  e  la  mancata  dichiarazione  dei  
dati  che  ne consentono  la  costituzione  e  l’aggiornamento  impediscono  l’attivazione  di  qualsiasi  
procedimento.  
L’aggiornamento  del  fascicolo  aziendale  può  essere  effettuato  in  ogni  momento,  anche
indipendentemente  dall’attivazione  di  un  procedimento.  In  tal  caso  l’aggiornamento  del  fascicolo
aziendale viene gestito come specifico  procedimento.  Tutta  la  documentazione  da  presentare  deve  
tenere  conto  di  quanto  disposto  dal D.P.R.  n.  445  del  28/12/2000  “Testo  unico  delle  disposizioni  
legislative   regolamentari   in  materia   di documentazione  amministrativa”  e,  in particolare,  in caso di
dichiarazioni sostitutive di certificazione e/o di dichiarazioni  sostitutive  di  atto  di  notorietà,  occorre  
ottemperare  a  quanto  indicato  rispettivamente  negli articoli 46 e 47 del D.P.R. sopra citato.  
 
Superficie Agricola Utilizzata (SAU)  
Insieme  dei  terreni  dell’azienda  effettivamente  investiti  a  seminativi,  prati,  prati  permanenti  e  
pascoli, coltivazioni legnose agrarie (coltivazioni legnose che danno prodotti agricoli, esclusi i boschi ed i
prodotti  forestali)  e  terreni    mantenuti  in  Buone  Condizioni  Agronomiche    e    Ambientali  ai  sensi
dell’articolo  5  del  Reg.  (CE)  n.  1782  del  29  Settembre  2003  e  s.m.i.  Essa  costituisce  la  superficie  
eleggibile, al netto delle tare.  
Non sono eleggibili i terreni ritirati dalla produzione a qualsiasi titolo.  
 
Domanda individuale  
Per domanda individuale si intende la richiesta di contributi o premi proposta da soggetti singoli (pubblici  
e/o privati) a valere su singole misure.   
 
Primo insediamento   
Per   primo   insediamento   si   intende   l’attribuzione   per   la   prima   volta   della   partita   IVA   come   
produttore agricolo  e  l’iscrizione  al  registro  delle  imprese,  sezione  speciale  imprese  agricole,  della  
Camera  di Commercio Industria Artigianato Agricoltura (C.C.I.A.A.)  
 
Unità Lavorativa Aziendale (ULA)  
Unità di  misura convenzionale basata sulla conversione delle  ore  lavorate presso  l’azienda  in addetti a
tempo  pieno    considerato    pari    a    2100    ore    anno.    L’utilizzo    di    questo    comune    parametro    di    
riferimento  rende comparabile l’impiego di manodopera anche tra aziende che fanno ricorso al part-time.
Costituiscono  una  ULA  i  lavoratori  familiari  quando  raggiungono  o  superano  le  2.100  ore  lavorative
annue;  se  non  vengono  raggiunte    le    2.100    ore,    viene    calcolata    la    frazione    corrispondente;    i    
salariati  fissi  presenti  tutto  l’anno costituiscono una ULA; i salariati fissi che non sono presenti tutto
l’anno  costituiscono  una  ULA  quando  raggiungono  o  superano  le  1.800  ore  lavorative  annue;  se  non
vengono  raggiunte  le  1.800  ore  viene  calcolata  la  frazione  corrispondente;  per  gli  avventizi  le  ULA
derivano dalle ore complessive diviso 1.800.  
 
Impresa in difficoltà  
Il concetto di impresa in difficoltà va definito in riferimento agli “Orientamenti comunitari sugli Aiuti di  Stato  per  il  salvataggio  e  la  ristrutturazione  di  imprese  in  difficoltà”,  di  cui  alla  Comunicazione  
della Commissione 2004/C 244/02, p.ti 9, 10 e 11.  
 
Reddito di riferimento extra agricolo  
L’ISTAT  ha  individuato  il  reddito  extra  agricolo  di  riferimento  in  17.863  Euro  al  2007.  Tale  valore
costituirà parametro di riferimento fino ad ulteriore aggiornamento da parte dell’ISTAT.  
 
Spesa pubblica  
Qualsiasi contributo pubblico al finanziamento di operazioni, la cui origine sia il bilancio dello stato, di enti  
pubblici  territoriali  o  delle  Comunità  europee,  e  qualsiasi  spesa  analoga.  E’  assimilato  ad  un  
contributo pubblico   qualsiasi   contributo   al  finanziamento  di  operazioni  a   carico  del  bilancio  di  
organismi  di   diritto  pubblico  o associazioni di uno o  più enti pubblici  territoriali o  organismi di diritto
pubblico, ai sensi della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004,
relativo al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, di lavori, di forniture e
di servizi.  
Qualora il beneficiario dell’operazione sia un soggetto pubblico, la quota di compartecipazione alla spesa  
non è considerata spesa pubblica.  
 
CUP  
Il  CUP  costituisce  uno  strumento  che  consente  alla  Pubblica  Amministrazione,  nelle  sue  varie  
articolazioni organizzative   e   territoriali,   d'identificare   ogni   progetto   d'investimento   pubblico   (che  
preveda  cioè,  in tutto  o  in parte,  oneri  a  carico  dei  contribuenti),  con  una  codifica  valida  per  tutte  le
Amministrazioni  e  per  i  soggetti  -  pubblici  e  privati  –  coinvolti  nel  ciclo  di  vita  dei  progetti  stessi,  per
seguirne,  in  prospettiva,  l'evoluzione.    La    responsabilità    della    richiesta    del    CUP    è    attribuita    
all'Amministrazione,    ossia    al    soggetto  titolare    del    progetto,    cui    competono    l'attuazione    degli    
interventi  e  l'erogazione  delle  relative  risorse finanziarie pubbliche, destinate alla realizzazione degli
interventi.   
 
Unità di Dimensione Europea (UDE) e Reddito Lordo Standard (RLS)  
Una UDE (Unità di Dimensione Europea) è pari a 1.200 euro di RLS (Reddito Lordo Standard) totale.  
Il reddito lordo standard (RLS) è la differenza tra il valore standard della produzione e l’importo standard
di alcuni costi specifici e  viene determinato per ogni singola specie vegetale e animale. Il reddito lordo
standard  totale  dell’azienda  corrisponde  alla  somma  dei  valori  ottenuti  per  ogni  attività  colturale
moltiplicando i RLS unitario per il numero di unità rispettive.  
 
Azienda  agrituristica  (Legge  5  dicembre  1985,  n.  730  pubblicato  sulla  Gazzetta  Ufficiale  del  
16 dicembre, n. 295)  
Per    attività  agrituristiche    si    intendono    esclusivamente    le    attività    di    ricezione    ed    ospitalità   
esercitate  dagli imprenditori  agricoli  di  cui  all’art.2135  del  codice  civile,  singoli  od  associati,  e  da  
loro   familiari   di  cui all’articolo   230-bis  del   codice  civile,   attraverso   l’utilizzazione   della  propria  
azienda,  in  rapporto  di connessione e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del fondo,
silvi-coltura, allevamento del bestiame, che devono comunque rimanere principali.   
Lo  svolgimento  di  attività  agrituristiche,  nel  rispetto  delle  norme  della  norma  della  Legge  di  
disciplina dell’agriturismo, non costituisce distrazione della destinazione agricola dei fondi e degli edifici
interessati.  
Rientrano tra tali attività:  
a)  dare stagionalmente ospitalità, anche in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;  
b)  somministrare per la consumazione sul posto pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti  
propri, ivi compresi quelli a carattere alcolico e superalcolico;  
c)  organizzare  attività  ricreative  o  culturali  nell'ambito  dell'azienda.  Sono  considerati  di  propria  
produzione  le  bevande  e  i  cibi  prodotti  e  lavorati  nell'azienda  agricola  nonché  quelli  ricavati  da  
materie prime dell'azienda agricola anche attraverso lavorazioni esterne.  
 
Imprese agricole multifunzionali  
Si  considerano  comunque  connesse  all’attività  agricola  le  attività  dirette  alla  fornitura  d  beni  o  
servizi  mediante    l’utilizzazione    prevalente    di    attrezzature    o    risorse    normalmente    impiegate    
nell’attività  agricola esercitata (D.Lgs 228 del 18 maggio 2001) di orientamento e modernizzazione del
settore agricolo.  
 
Microimpresa  
Si definisce microimpresa un impresa che  occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo o un
totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EURO.  
 
 
3) MISURE    
MISURA  111    -  AZIONI  NEL  CAMPO  DELLA  FORMAZIONE  PROFESSIONALE  E
DELL’INFORMAZIONE  
 
Ambito di intervento  
La misura prevede il finanziamento di azioni di formazione e informazione al fine di perseguire i seguenti  
obiettivi:   
Favorire  la  qualificazione  e  l’aggiornamento  di  profili  professionali,  per  soddisfare  le  esigenze  di  
consulenza e informazione che saranno espresse dalle imprese agricole e da quelle forestali;  
Promuovere lo scambio di competenze e buone pratiche agricole per i giovani  operanti nei settori  
agricoli e/o forestali;  
Corsi di qualificazione per giovani imprenditori agricoli e forestali al fine  di raggiungere i requisiti  
previsti dall’art. 22 § c del Reg. (CE) 1698/2006;  
Favorire il passaggio di competenze e la conservazione delle “tradizioni” tra generazioni;  
Agevolare i processi di riorganizzazione aziendale e di miglioramento qualitativo delle produzioni ‘no  
food’ (soprattutto in relazione alla produzione di energie alternative);  
Promuovere  la  gestione  sostenibile  delle  risorse  agricole  e  forestali,  nonché  la  conservazione  
dell’ambiente e del paesaggio;  
Informare gli agricoltori sulle opportunità di sviluppo offerte dalle politiche comunitarie, nazionale e  
regionali;  
Informare  gli  operatori  del  settore  agricolo/forestale  su  tutti  gli  aspetti  afferenti  la  produzione,  
trasformazione  e  commercializzazione  dei  prodotti  agricoli/forestali,  anche  con  riferimento  alla  
vendita diretta ;   
Realizzare un sistema di informazione a favore del mondo agricolo e rurale, anche con riferimento al  
trasferimento delle innovazioni provenienti dal mondo della ricerca.  
La  formazione  è  volta  alla  qualificazione  professionale  degli  operatori  agricoli  e  forestali,  deve  
essere concepita  come  un’azione  integrata  di  qualificazione  e  assistenza  all’impresa  finalizzata  a  
sviluppare competenze  e  sensibilità  nuove  verso  l’adozione  di  strumenti  manageriali  e  l’apertura  
verso   il  mercato globale. L’informazione mira a dare la massima conoscenza sull’offerta di politiche e
sulle  innovazioni  di  prodotto  e  processo  agli  imprenditori  e  ai  tecnici  del  mondo  agricolo  e  rurale.  Le
scelte in ambito formativo ed informativo sono raccordate alle strategie di rilancio dell’economia agricola
attraverso anche la sinergia con gli altri fondi.   
 
Beneficiari  
Azione 1: Organismi pubblici e privati in quanto organizzatori di formazione a carattere collettivo che si  
avvarranno degli enti riconosciuti per la formazione.  
Azione 2: Imprenditori agricoli e forestali ed addetti del settore agricolo residenti in Calabria.   
Azione 3: Regione Calabria, Enti o strutture che abbiano capacità nel campo dell’informazione nel settore  
agricolo.  
 
Descrizione tecnica della misura  
La  formazione  mira  ad  affrontare  i  bisogni  di  qualificazione  e  aggiornamento  degli  addetti,  così  
come individuati  sulla  base  delle  reali  esigenze  espresse  dal  territorio,  con  i  corsi  finalizzati  e  di  
breve  durata (massimo 40 ore), eccetto i corsi di acquisizione della qualifica professionale per i giovani
agricoltori  che  potranno  avere  una  durata  superiore.  Sono  finanziabili  iniziative  di  informazione  ed
addestramento, come stages,  seminari,  incontri  divulgativi,  corsi  di  formazione,  perfezionamento,  
aggiornamento    (in    aula,    in  campo,  e-learning)  e  workshop.  Per  quanto  riguarda  i  temi  e  campi  di
formazione/informazione sarà data priorità ai progetti che svolgeranno attività  di sensibilizzazione degli
operatori agricoli e forestali sul legame tra tutela dell'ambiente e attività agricole e forestali, ivi compreso
per  quanto  riguarda  le  pratiche  agricole  a  basso  impatto  ambientale.  Non  saranno  finanziati  progetti
formativi che rientrano nei normali programmi educativi.   
 
La misura si articola in tre azioni  
Azione 1   
Organizzazione di corsi di formazione realizzati, tramite enti accreditati, sulla base dei fabbisogni espressi  
dal  mondo agricolo  (imprenditori, addetti).  I  corsi  si terranno  in  aula  e/o  in  campo  per  una  
durata   di  un massimo di  40 ore e  saranno  rivolti ai  soli  imprenditori  e lavoratori  agricoli-forestali  ed
addetti del settore agroalimentare.   
Solo i corsi per l’acquisizione della qualifica professionale da parte dei giovani agricoltori dovranno avere  
una  durata  non  inferiore  a  150  ore.  In  quest’ultimo  caso,  dovrà  essere  garantita  un  numero  di
esercitazioni pratiche (compresi gli stages) almeno pari al 25 % del totale delle ore del corso.   
I  progetti  di  formazione  che  prevedono  la  modalità  FAD  (e-learning),  non  potranno  destinare  a  tale
modalità più del 25% del totale delle ore del corso.  
 
Azione 2   Sostegno per la partecipazione a corsi di formazione/seminari/workshop e stage, organizzati anche al di
fuori della Regione Calabria. L’azione si rivolge ad imprenditori agricolo-forestali, che operano nell’ambito
del sistema agro-alimentare e forestale.   
 
Azione 3   
Interventi informativi per pubblicazioni a carattere periodico e non, pubblicazioni specialistiche, opuscoli,  
schede  tecniche,  bollettini,  newsletter,  realizzate  e  diffuse  sotto  forma  cartacea  o  con  tecnologie  
di  rete; organizzazione di convegni, workshop, seminari, incontri, sessioni divulgative, giornate open day
e/o visite guidate.   
 
Descrizione degli enti responsabili delle azioni di formazione e di informazione   
Gli  enti  beneficiari  delle  azioni  di  formazione  e  informazione  si  avvarranno  ove  richiesto  degli  
enti accreditati.  
La Regione può attivare direttamente le attività informative relative al campo di azione 3 del PSR e a tal
fine può  utilizzare  affidamenti  diretti  in  favore  di  strutture  in  house  nel  rispetto  della  normativa  
Comunitaria (Direttiva  2004/18/CEE)  e  nazionale  (Decreto  Legislativo  n.  163/2006)  in  materia  di  
appalti  di  pubblici servizi.  
Gli  altri  beneficiari  quali  enti  pubblici  che  statutariamente  perseguono  scopi  di  sviluppo  agricolo  e
forestale o  di  formazione  e  informazione  e  diffusione  di  conoscenze  potranno  attivare  la  Misura  
partecipando  al bando.  
 
Investimenti ammissibili  
Le spese ammissibili per l’organizzazione degli interventi di formazione sono:  
   spese di viaggio, vitto e alloggio dei partecipanti (anche in forma di voucher individuali);  
   compensi del personale docente e non docente;  
   spese di viaggio, vitto e alloggio personale docente e non docente;  
   esclusivamente per l'azione 2, spese di iscrizione e frequentazione a percorsi formativi anche in  
forma di voucher individuali (corsi di formazione, specializzazione, seminari, master, etc...);  
   elaborazione e produzione di supporti didattici ed informativo;  
   acquisto materiali di consumo;  
   spese per affitto immobili e locali utilizzati per la formazione;  
   leasing, limitatamente  al periodo  di  utilizzo,  e/o  noleggio  attrezzature  necessarie  alle  attività  
formative;  
   spese di pubblicizzazione delle iniziative di formazione;  
   ideazione e progettazione dell'intervento formativo, compreso il coordinamento organizzativo, di  
norma nel limite del 5% del costo complessivo del progetto approvato;  
   spese generali, fino ad un limite massimo dell'8% del totale dei costi, ovvero:  
 
-  posta, telefono e collegamenti telematici;  
-  illuminazione, riscaldamento e condizionamento;  
-  assicurazioni;  
-  spese condominiali e pulizie;  
-  altro, previa valutazione di ammissibilità da parte del Responsabile di Misura.  
 
      
  Relativamente all'Azione 2 la partecipazione ai corsi di formazione/workshop/seminari e stage potrà  
essere  agevolata  dall’erogazione  di  voucher  individuali  formativi.  Il  voucher  può  coprire  le  spese  
di  iscrizione    e    partecipazione    (viaggio,vitto,alloggio)    a    corsi    di    formazione.    In    tal    caso    il   
proponente  dovrà specificare il tipo di formazione  (eventuale Ente che organizza il corso, oggetto del
corso e/o indicazione di tecniche  specialistiche  e/o  competenze  necessarie;  programma  di  massima  
con  l’indicazione  del  tempo previsto e  del  periodo;  non è ammessa in  ogni  caso  la  spesa per  la
partecipazione  a corsi  di  formazione cofinanziati dal PSR Calabria).   
 
 
      
PACCHETTO GIOVANI   
 
(MISURA 112  - INSEDIAMENTO GIOVANI AGRICOLTORI + MISURA 121  - AMMODERNAMENTO
DELLE AZIENDE AGRICOLE)  
 
Ambito di intervento  
La misura intende mantenere e consolidare il tessuto socio-economico nelle zone rurali, garantendo però
un  ricambio  generazionale,  funzionale  al  consolidamento  e  sviluppo  delle  aziende  sul  territorio  e  sui
mercati,  rinnovando  la  classe   imprenditrice  agricola,  agevolando   i   giovani   che   si  insediano   per  la  
prima  volta  in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda.   L’obiettivo  della  misura  è  di  facilitare  l’insediamento  dei  giovani  agricoltori  ed  il  consequenziale  
adattamento  strutturale  delle  loro  aziende,  nonché  favorire  la  permanenza  delle  giovani  famiglie  
nelle aziende e la rivitalizzazione delle aree rurali.   
 
Beneficiari  
Si  considerano  beneficiari  del  premio  di  primo  insediamento  i  giovani  agricoltori  che  alla  data  di  
presentazione della domanda per il sostegno all’insediamento soddisfino i seguenti requisiti:  
   abbiano un’età maggiore di 18 anni e inferiore a 40 anni alla data di presentazione della domanda e  
che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo dell’azienda;  
   possiedano conoscenze e competenze professionali adeguate (titolo di studio ad indirizzo agrario o  
attestato di qualifica di corso di formazione non inferiore a 150 ore o attività agricola svolta per  
almeno due anni); Se il giovane agricoltore ha bisogno di un periodo di adattamento per avviare o  
ristrutturare  l’azienda,  può  essergli  accordata  una  proroga  non  superiore  a  36  mesi,  a  decorrere  
dalla data di adozione della decisione individuale di concedere il sostegno, per soddisfare i requisiti  
relativi alle conoscenze e competenze professionali di cui all’art. 22, parag.1, lett, b del Reg. (CE)  
1698/2005, a condizione che  tale esigenza sia documentata e prevista nel piano di miglioramento  
aziendale.   
Sono   ammissibili  anche  giovani   imprenditori  associati  in   società   finalizzate  alla   conduzione  di  
aziende agricole, purché  siano  rispettate  individualmente  tutte  le  condizioni  previste.  Resta  inteso  
che  il  premio resterà unico.  
I beneficiari della misura con la sottoscrizione della domanda di aiuto si impegnano a diventare IAP  
entro  36 mesi dalla concessione del contributo, pena la revoca dello stesso (premio+investimento).  
 
Per  l’adesione  alla  misura  è  prevista  la  presentazione  di  un  piano  degli  investimenti  (piano  di  
miglioramento    o    business    plan),  in    cui    si    evidenzi  il  miglioramento    del    rendimento    globale    
dell’azienda agricola, il collegamento tra i singoli investimenti e la coerenza con le filiere di riferimento, la
conformità  degli  investimenti  alle  norme  comunitarie  che  li  riguardano.  La  valutazione  del  piano  sarà
funzionale all’ attribuzione delle priorità assolute e relative individuate per la selezione dei progetti.  
La dimensione minima di accesso deve soddisfare almeno uno dei due requisiti nell’anno a regime:  
1)    una    redditività    dell’azienda    pari    al    60%    dell’ultimo    reddito    di    riferimento    extra    
agricolo,  come definito dall’ISTAT;  
2) garantire l’impiego di 1 ULA.  
 
Il mancato raggiungimento delle ULA necessarie a soddisfare il requisito di ammissibilità, a conclusione  
del  programma  di  investimento  o  comunque  non  oltre  i  36  mesi  necessari  per  l'adeguamento,
determinerà la decadenza totale dell’aiuto. Le ULA raggiunte a conclusione del piano di sviluppo aziendale
devono  essere  mantenute  sino  al  completo  adempimento  degli  impegni  assunti  con  l’adesione  alla
presente  Misura,  pena  il  recupero  del  premio  erogato  in  misura  proporzionale  alla  riduzione  delle  ULA
occupate.  
 
Il  mancato  soddisfacimento  dei  requisiti  e/o  impegni  di  cui  sopra  comporterà  la  decadenza  totale
dall’aiuto e conseguente recupero del premio erogato.  
   
Contenuti del Piano di Miglioramento Aziendale  
I requisiti minimi per la redazione del Piano di Miglioramento Aziendale devono essere descritti in modo  
chiaro e riguardare:            
      
   la  situazione  iniziale  dell’azienda  agricola  e  gli  elementi  cardine  specifici  (localizzazione  
territoriale, dimensione  e  caratteristiche  geo-morfologiche  dell’azienda,  aspetti  strutturali, aspetti  
occupazionali, risultati economici precedenti, eventuali attività commerciali) e gli obiettivi per lo  
sviluppo delle attività nella nuova azienda;   
   i dettagli relativi ad investimenti, formazione, consulenza o eventuali altre azioni necessarie allo  
sviluppo delle attività dell’azienda agricola coerenti con gli obiettivi individuati, ivi compreso il  
cronoprogramma;   
   dimostrazione  del  miglioramento  del  rendimento  globale  dell’azienda  e  della  sostenibilità  
dell’investimento nel tempo, in termini economici (PLV, RN), finanziari (ROI, ROE), ambientali  
ed occupazionali (ULA occupate).  
 
Descrizione tecnica della misura  
La  misura  riconosce  un  contributo  per  l’insediamento  dei  giovani  imprenditori  agricoli  e  forestali.  
Per  primo  insediamento  si  intende  l’attribuzione  per  la  prima  volta  della  partita  IVA  come  produttore
agricolo e l’iscrizione  al  registro  delle  imprese,  sezione  speciale  imprese  agricole,  della  Camera  di  
Commercio Industria Artigianato Agricoltura (C.C.I.A.A).  
Nel   caso   di   subentro   in   azienda   familiare,   il   beneficiario   dovrà   subentrare   nella   conduzione   
dell’intera azienda agricola. Non sono ammessi, pertanto, frazionamenti aziendali in ambito familiare.    
La mancata rispondenza a quanto indicato nel piano aziendale e nel relativo crono programma comporta
la revisione del sostegno accordato sino al recupero totale del premio erogato.  
Nel caso in cui il piano aziendale faccia riferimento all’utilizzo di altre misure del Programma regionale  
sullo    sviluppo    rurale,    le    informazioni    che    il    richiedente    dovrà    fornire    dovranno    essere    
sufficientemente dettagliate da poter fungere da base anche alla richiesta di sostegno prevista da dette
altre misure.  
 
I  giovani  agricoltori  devono  insediarsi  dopo  la  presentazione  della  domanda  per  la  concessione  del
sostegno  ed  entro  i  12  mesi  dalla  data  in  cui  sia  adottata  la  decisione  individuale  di  concessione  del
sostegno stesso.   
La decisione individuale di concedere il sostegno all’insediamento deve essere, comunque, adottata entro  
diciotto mesi dal momento dell’insediamento.   
 
Nel caso l’insediamento sia effettuato in imprese organizzate in forme societarie dovrà essere dimostrato  
che al giovane agricoltore sia demandata la responsabilità e la rappresentanza della società medesima e
che egli eserciti pieno potere decisionale. Sono ammissibili forme societarie che prevedono la presenza di
più giovani aventi pari  responsabilità  e rappresentanza  nella gestione della  stessa, fermo  restando che
l’importo del premio di primo insediamento è limitato a quello previsto per un solo giovane.  
Le società dovranno avere una durata di almeno 12 anni.   
 
Misura 121: Interventi ammissibili:  
Sono ritenute ammissibili a contributo i seguenti investimenti di tipo materiale:   
   investimenti  di costruzione e/o ammodernamento di fabbricati rurali al servizio dell’azienda, fatta  
eccezione  per  quelli  di  uso  abitativo  che  sono  sempre  esclusi  e  comportano  il  diniego  all’accesso  per
l’intero programma proposto;  
   interventi  di  ammodernamento  delle  strutture  e  delle  dotazioni  aziendali  per  ridurre  i  costi  di  
produzione;  
   acquisto di nuove macchine e attrezzature finalizzate alla riduzione dei costi di produzione;   
   coltivazioni  a rapido accrescimento (Short Rotation Forestry) per la produzione di biomassa ad uso
energetico;  
   acquisto di terreni agricoli per favorire l’insediamento dei giovani agricoltori per un costo inferiore al
10% del totale delle spese ammissibili, come da art. 71 Reg. (CE) 1698/05. Il costo del terreno verrà  
determinato  sulla  base  dei  valori  agricoli  medi  validi  alla  data  di  presentazione  della domanda,
stabiliti annualmente dalla Commissione provinciale espropri;  
     miglioramenti    fondiari    finalizzati    alla    realizzazione    e    riconversione    di    impianti    di    colture
permanenti nel rispetto delle limitazioni previste dalle OCM di settore;   
    gli investimenti aziendali atti a  favorire  l’efficienza  e  il riutilizzo  della  risorsa  idrica  con  tecniche  di
irrigazione a basso consumo idrico;               
     realizzazione    e/o    allestimento    di    immobili    e    relative    attrezzature    per    la    trasformazione,  
conservazione,  confezionamento  e  commercializzazione  dei  prodotti  agro-zootecnici prevalentemente  
(almeno    i    2/3)    di    produzione    aziendale.    Sono    inclusi    i    costi    per    l’acquisto    di  dotazioni    e    
attrezzature  informatiche,  attrezzature  di  laboratorio  di  analisi  e  strumentazione  per verifica di
parametri qualitativi delle produzioni aziendali;  
   realizzazione di  impianti  tecnologici,  fino  ad  una potenza  di 1MW per  la produzione  di  energia
ottenuta  da  biomassa  agro-forestale  e  da  altre  fonti  di  energia  alternativa.  L’energia  prodotta  dovrà
essere  destinata  all’auto-consumo  dell’azienda  agricola  e  l’investimento  dovrà  essere  commisurato  al
soddisfacimento  del fabbisogno  energetico dell’azienda  stessa. Tale presupposto è relativo al principio
della demarcazione tra i Fondi regolanti regimi di aiuto (in questo caso FEASR e FESR) attualmente  in  
vigore.        Nel    caso    di    impianti    collettivi,    realizzati    da    più    aziende,    questi    devono  essere  
commisurati al soddisfacimento dei fabbisogni di tutte le aziende interessate;  
realizzazione e ristrutturazione di serre di tipo innovativo a basso impatto ambientale (ad es. colture fuori
suolo) che assicurino il contenimento dei costi energetici e riducano i costi di produzione.  
     meccanismi  di  prevenzione  (difesa  attiva)  contro  gli  effetti  negativi  di  eventi  estremi  connessi  ai
cambiamenti climatici (p.es. installazione di reti e impianti antigrandine e antibrina);   
     introduzione  di  impianti  di  mungitura  e  refrigerazione  per  la  produzione  di  latte  alimentare  di  alta
qualità e di latte alta qualità per le produzioni DOP.  
 
Investimenti immateriali:  
     realizzazione  e  acquisizione  di  sistemi  di  gestione  della  qualità  (ad  es.  certificazioni  volontarie  e
certificazioni della GDO);  
   costi generati dall’acquisto o utilizzo di brevetti e licenze e dall’acquisto di software di gestione.  
 
Le spese per investimenti immateriali sono ammissibili a sostegno solo se connesse agli investimenti di
tipo materiale e non possono in ogni caso superare il 10% della spesa totale ammissibile.   Sono ammesse le spese generali connesse a quelle sostenute per gli investimenti strutturali e gli impianti
entro un limite massimo del 9%, ivi incluse le spese tecniche che non potranno superare il 6%. Nel caso
di  progetti  particolarmente  complessi,  per  la  cui  realizzazione  sono  richiesti  nulla  osta  e/o  pareri  delle
Autorità  pubbliche  che  comportano  la  predisposizione  di  ulteriori  elaborati  per  il  tecnico,  il  massimale
potrà essere aumentato  al  7%.  Per  quanto  concerne  opere,  impianti,  macchinari,  attrezzature  e  
arredi  il  cui  costo  è determinato in base ai preventivi le spese generali non possono superare il 3%.   
Per ogni settore di attività, sono esclusi gli investimenti che possono essere attuati nell’ambito di ciascuna  
OCM dei settori oggetto di intervento.  
Si riconosce priorità a quegli investimenti finalizzati alla realizzazione di prodotti di qualità riconosciuta ai  
sensi    dell’art.    32    del    Reg.    (CE)    1698/2005    ed    a    quegli    investimenti    che    migliorano    le    
performance  ambientali  delle  imprese  per  quanto  riguarda  i  processi,  i  prodotti  e  la  loro
commercializzazione.  
E’   possibile   presentare   domande   per   altri   settori,   limitatamente   agli   interventi   prioritari,   che  
riguardano  prodotti  di  nicchia  che  abbiano  una  ridotta  rilevanza  economica  ed  in  funzione  della  loro
importanza purché siano corredate da un’analisi di filiera che evidenzi le criticità, i bisogni ed   interventi
prioritari.  Questi  prodotti  di  nicchia  possono  essere  per  es.  il  corbezzolo,  l’origano,  il  pisello  di
Amendolara,  i  capperi,  il  gelsomino,  il  fagiolo  nano  di  Mormanno  etc.  etc.  Di  seguito  si  riportano  per
ciascun settore le tipologie d’investimento prioritarie:  
 
Olio  
Per il settore dell’olio di oliva gli investimenti nelle aziende agricole si pongono gli obiettivi primari di  
assicurare il raggiungimento  di standard qualitativi più elevati, ed  una riduzione dei costi di produzione  
soprattutto nella fase di raccolta. Pertanto sono considerati prioritari i seguenti interventi:  
 
   acquisto di macchine ed attrezzature per la raccolte delle olive;   
   acquisto di macchine e attrezzature che assicurano una riduzione dei costi di produzione e un minor  
impatto ambientale dell’olivicoltura;  
   acquisto di impianti  attrezzature  che  assicurano  un’adeguata  trasformazione  e  conservazione  del  
prodotto a livello aziendale;  
   riconversione varietale nelle aree DOP      
   Investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  biogas  da  rifiuti  organici  di  produzione  aziendale,
commisurati  al  soddisfacimento  dei  fabbisogni  energetici  dell’azienda,  fino  ad  una  potenza  di
1MW.   
 
Agrumi  
Per l’agrumicoltura gli investimenti hanno come obiettivi prioritari l’ampliamento dei calendari di raccolta  
per le diverse specie, il miglioramento della qualità attraverso la localizzazione delle produzioni nelle aree  
più  vocate  della  regione,  la  riduzione  dei  costi  di  produzione.  Sono  considerati  prioritari  i  seguenti
interventi:  
   riconversione  varietale  nelle  aree  particolarmente  vocate  per  la  singola  specie  nei  comprensori  
identificati come prioritari;  
   acquisto di macchine e attrezzature che assicurano una riduzione dei costi di produzione;  
   realizzazione di nuovi impianti di agrumi nei territori vocati per le singole specie con impiego di varietà
che assicurano l’ampliamento dei calendari di produzione;  
   investimenti finalizzati alla razionalizzazione dei sistemi d’irrigazione e al risparmio idrico;  
     riconversione  varietale  e  realizzazione  di  nuovi  impianti,  nelle  aree  particolarmente  vocate  per  la
singola  specie  nei  comprensori  identificati  come  prioritari,  utilizzando    varietà  che  rispondono  alle   
esigenze    del    mercato    e    garantiscono    un    ampliamento    dei    calendari    di    produzione    e  
commercializzazione.;  
   Investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  biogas  da  rifiuti  organici  di  produzione  aziendale,
commisurati al soddisfacimento dei fabbisogni energetici dell’azienda, fino ad una potenza di 1MW.   
 
Avranno  priorità  gli  investimenti  realizzati  nei  comprensori  vocati  per  ciascuna  specie  come  di  
seguito riportato:  
   Arance: Piana di Sibari, Piana di Lamezia Terme compresi i comuni contigui  di Vibo Valentia e  
Pizzo, Fascia Jonica della provincia di Catanzaro, Comuni dell’area ionica reggina (da Bovalino a  
Monasterace),  Piano  di  Gioia  Tauro  compresa  la  Valle  del  Mesima,    fascia  Jonica  crotonese  (e  
comuni contigui di Cutro, Mesoraca, Rocca di Neto e Roccabernarda);  
   Limoni:    Alto  Jonio  Cosentino,  fascia  Jonica  della  provincia  di  Catanzaro,  comuni  della  fascia  
tirrenica  meridionale  della  Provincia  di  Reggio  Calabria  (Scilla,  Villa  San  Giovanni  e  Bagnara)  
Comuni dell’area ionica reggina (da Bovalino a Monasterace), Piano  di Gioia Tauro compresa la  
Valle  del  Mesima,  Costa  Jonica  meridionale  della  provincia  di  Reggio  Calabria,  fascia  Jonica  
crotonese (e comuni contigui di Cutro, Mesoraca, Rocca di Neto e Roccabernarda);  
   Bergamotto: costa Jonica meridionale della provincia di Reggio Calabria;   
   Cedro: nei comuni vocati della costa dell’Alto Tirreno cosentino;     Clementine: l’area definita dall’IGP.   
 
Ortofrutta  
Per l’ortofrutticoltura gli investimenti hanno come obiettivi primari l’ampliamento dei calendari di raccolta  
per  le  diverse  specie,  l’introduzione  di  tecniche  e  sistemi  di  coltivazione  innovativi  e  rispettosi
dell’ambiente  che  assicurano  il  raggiungimento  degli  standard  qualitativi  richiesti  dagli  operatori
commerciali a valle della filiera e la riduzione dei costi di produzione. Sono considerati prioritari i seguenti
interventi:    
   riconversione varietale delle specie poliennali, mediante reimpianto, nelle aree vocate per le diverse
specie;  
     investimenti  finalizzati  a  favorire  l’introduzione  di  nuove  tecnologie  nella  fase  di  coltivazione  con
particolare riferimento alla fase della raccolta;  
   investimenti finalizzati alla razionalizzazione dei sistemi d’irrigazione e al risparmio idrico.  
   Investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  biogas  da  rifiuti  organici  di  produzione  aziendale,
commisurati al soddisfacimento dei fabbisogni energetici dell’azienda, fino ad una potenza di 1MW.   
 
Per  la  realizzazione  degli  investimenti  verrà  accordata  priorità  territoriale  alle  diverse  produzioni  
ortofrutticole secondo quanto di seguito riportato:  
   Ortaggi: basso crotonese, fascia jonica catanzarese, piana di Lamezia compresi i comuni contigui di  
Vibo Valentia e Pizzo, Altopiano silano (patata e ortaggi estivi), Piana di Gioia Tauro compresa la Valle del
Mesima  (pianura  contigua  all’area  di  Rosarno),  Piana  di  Sibari,  locride,  Valle  del  Crati  e  pianori
Aspromontani;  
    Pesche e  nettarine: Piana di  Sibari,  Piana  di  Gioia  Tauro, Costa  jonica catanzarese  (Cropani,  Sellia
Marina, Simeri Crichi), Piana di S. Anna (KR);  
   Albicocco:  Piana  di  Gioia  Tauro,  alto  Jonio  cosentino  (Rocca  Imperiale),  fascia  Jonica  della
provincia di Catanzaro, Piana di S. Anna (KR);  
   Susino:    Piana  di  Gioia  Tauro,  Piana  di  Gioia  Tauro,  costa  Jonica  catanzarese  (Cropani,  Sellia  
Marina, Simeri Crichi), Piana di S. Anna (KR);  
   Fico: basso tirreno cosentino, Valle del Crati;  
   Actinidia:  Piana  di  Gioia  Tauro,  compresa  la  Valle  del  Mesima  (pianura  contigua  all’area  di
Rosarno).  
   presa la Valle del Mesima (pianura contigua all’area di Rosarno).  
 
Castagno   
Per la coltura del castagno gli investimenti hanno come obiettivi primari il miglioramento produttivo degli  
impianti esistenti e l’introduzione di cultivar pregiate e resistenti alle malattie parassitarie. Pertanto sono  
considerati prioritari i seguenti interventi:  
   miglioramento e razionalizzazione di castagneti esistenti;  
   realizzazione  di  nuovi  impianti  e  riconversione  varietale  con  utilizzo  di  cultivar  pregiate  anche
locali resistenti a malattie parassitarie (cancro corticale e mal dell’inchiostro);  
   acquisto di macchine e attrezzature che agevolano  le attività della raccolta.  
 
Vitivinicolo  
Per la viticoltura gli investimenti hanno come obiettivo il miglioramento della competitività attraverso la  
riduzione dei costi di produzione e il miglioramento degli standard produttivi.  
Sono pertanto considerati prioritari i seguenti investimenti:  
   l’introduzione  di  nuove  tecnologie  nelle  diverse  operazioni  colturali,  con  particolare  riferimento  
alla fase di raccolta, in grado si assicurare il contenimento dei costi di produzione e di migliorare la  
qualità del prodotto finale;  
     sostegno  alla  creazione  di  cantine  aziendali,  di  piccole  e  medie  dimensioni,  nelle  aree  DOC  e  IGT
carenti di etichette per incrementare l’immissione sul mercato di prodotti di qualità riconosciuta.  
   Investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  biogas  da  rifiuti  organici  di  produzione  aziendale,
commisurati  al  soddisfacimento  dei  fabbisogni  energetici  dell’azienda,  fino  ad  una  potenza  di
1MW.  
 
Questo  programma  non  finanzia  investimenti  già  previsti  nell’ambito  delle  Organizzazioni  Comuni  
di Mercato.  
 
Zootecnica da carne e da latte  
Per la zootecnica gli investimenti hanno come obiettivi prioritari, il miglioramento della competitività delle  
diverse  filiere,  la  riduzione  dell’impatto  ambientale  degli  allevamenti  intensivi,  il  miglioramento  degli
standard  igienico-sanitari  degli  allevamenti  e  delle  produzioni.  Sono  pertanto  considerati  prioritari  i
seguenti investimenti:  
   l’adeguamento degli allevamenti alla normativa comunitaria di nuova introduzione;       la  realizzazione  e  l’ammodernamento  di  stalle  che  assicurano  il  miglioramento  delle  performance
igienico-sanitarie,    il    benessere    degli    animali    negli    allevamenti    con    particolare    riferimento    agli
spazi, all’areazione e all’illuminazione;  
   la realizzazione di impianti e strutture per la gestione dei reflui;  
   la realizzazione di impianti e strutture finalizzati alla realizzazione di allevamenti estensivi;  
   interventi aziendali finalizzati a favorire la creazione di filiere corte (caseifici, salumifici aziendali).  
     introduzione  di  impianti  di  mungitura  e  refrigerazione  per  la  produzione  di  latte  alimentare  di  alta
qualità e di latte alta qualità per le produzioni DOP  
   Investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  biogas  da  rifiuti  organici  di  produzione  aziendale,
commisurati  al  soddisfacimento  dei  fabbisogni  energetici  dell’azienda,  fino  ad  una  potenza  di
1MW.  
E’    data    ulteriore    priorità    agli    investimenti    realizzati    in    aziende    in    regime    biologico    ed    alle   
aziende zootecniche ad indirizzo bovino da latte.   
 
Florovivaismo  
Per  il  florovivaismo  gli  investimenti  hanno  come  obiettivi  prioritari  il  miglioramento  degli  standard  
qualitativi,  la  riqualificazione  della  produzione  vivaistica,  la  riduzione  dei  costi  di  produzione  e  la  
tutela dell’ambiente. Sono pertanto considerati prioritari i seguenti interventi:  
     acquisto  di  impianti  e  attrezzature  per  l’automazione  dei  processi  e  l’introduzione  di  innovazioni
tecnologiche per migliorare la sostenibilità ambientale;  
   investimenti per il recupero delle acque d’irrigazione e fertirrigazione;  
     investimenti  per  la  realizzazione  d’impianti  per  il  miglioramento  della  qualità  delle  produzioni,  e
l’utilizzo di fonti di energia alternativa;   
   investimenti  volti  a  favorire  la  produzione  e  la  valorizzazione  di  materiale  da  riproduzione  e
materiale di propagazione.  
   Investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  energia  da  rifiuti  organici  e  biomasse  di  produzione
aziendale,    commisurati    al    soddisfacimento    dei    fabbisogni    energetici    dell’azienda,    fino    ad    una
potenza di 1MW.   
 
Agroenergia  
Per la filiera agroenergetica gli investimenti hanno come obiettivi prioritari la valorizzazione dei prodotti e  
sottoprodotti aziendali e la produzione  di energia per uso aziendale la riduzione dell’impatto ambientale  
delle attività agricole. Sono considerati prioritari i seguenti interventi:  
   acquisti  di  macchine  e  attrezzature  per  le  operazioni  di  raccolta  movimentazione  e  carico  
delle colture  erbacee  o  arboree  realizzate  nelle  aziende  agricole  nonché  dei  sottoprodotti  aziendali  
o prodotti disponibili in natura (canne, cardi, ecc.), da destinare alla produzione di biomassa;  
     realizzazione  di  impianti  nelle  singole  aziende  agricole  per  la  produzione  di  energia  (es.  biogas  da
rifiuti  organici)  finalizzati  e  commisurati  al  soddisfacimento  dei  bisogni  aziendali  di  taglia  non
superiore ad 1MW.  
 
Sarà data priorità agli investimenti finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia in  
assetto cogenerativo a partire da biomassa.   
Le  condizioni  di  compatibilità  e  non  sovrapposizione  con  le  OCM,  vengono  acquisite  attraverso  
l’autocertificazione resa dai beneficiari e le relative verifiche svolte da parte delle Autorità competenti.  
 
Tipologie d’investimento prioritarie altri settori:  
 
Apicoltura  
Per il comparto apistico gli investimenti hanno come obiettivi primari: il miglioramento della competitività  
attraverso il raggiungimento di standard qualitativi più elevati e la riduzione dei costi di produzione. Sono  
pertanto considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
 
   Investimenti  per  la  realizzazione  e/o  adeguamento  di  laboratori  di  analisi  in  azienda  al  fine  
di migliorare la qualità dei prodotti dell’alveare (miele, cera, polline, pappa reale, propoli);  
     Acquisto  di  macchine  e  attrezzature  per  i  processi  di  lavorazione  e  primo  confezionamento  del
prodotto finalizzati all’adesione di sistemi di gestione  della qualità  (ad es. certificazioni volontarie,  GDO
etc.) e tracciabilità;  
 
Sono esclusi tutti gli investimenti finanziabili nell’ambito dell’OCM Apicoltura (Reg. CE 1234/2007) e del  
Programma Apistico Regionale approvato dalla Regione Calabria.  
 
 Fico  
Per la coltura del fico destinata al consumo fresco o trasformato (essiccato), gli investimenti hanno come  
obiettivi prioritari: il miglioramento della qualità attraverso la localizzazione delle produzioni nelle are più  vocate  della  Regione,  la  diffusione  di  varietà  idonee  alla  trasformazione  e  la  riduzione  dei  costi  
di produzione. Sono considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
 
   Miglioramento e razionalizzazione dei ficheti esistenti;  
     Investimenti  finalizzati  all’introduzione  di  innovazione  nella  fase  di  raccolta  (reti  o  tessuto  non
tessuto), nella fase di essiccazione;  
   Acquisto  di  impianti  per  la  trasformazione  e  conservazione  del  prodotto  a  livello  aziendale
finalizzati all’adesione di sistemi di gestione della qualità (ad es. certificazioni volontarie, GDO  
etc.) e tracciabilità.  
 
Piccoli frutti  
Per  il  comparto  dei  piccoli  frutti  gli  investimenti  hanno  come  obiettivi  prioritari:  l’ampliamento  
dei calendari di raccolta per le diverse specie, l’introduzione di tecniche e sistemi di coltivazione innovativi
e  rispettosi  dell’ambiente  che  assicurano  il  raggiungimento  degli  standard  qualitativi  richiesti  dagli
operatori commerciali a valle della filiera e la riduzione dei costi di produzione.  
Sono considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
   Investimenti volti a favorire la meccanizzazione  delle operazioni colturali ed a migliorare le condizioni
di sicurezza degli operatori;  
   Riconversione  varietale  e  realizzazione  di  nuovi  impianti  nelle  aree  particolarmente  vocate,
utilizzando varietà che rispondono alle esigenze di mercato e garantiscono un ampliamento dei calendari
di produzione e commercializzazione;  
     Investimenti    finalizzati    all’introduzione    di    tecniche    e    sistemi        di    coltivazione    innovativi    e  
rispettosi dell’ambiente, che assicurano il raggiungimento di elevati standard qualitativi;  
   Investimenti finalizzati alla razionalizzazione dei sistemi d’irrigazione e al risparmio idrico.  
 
Per la realizzazione degli investimenti previsti per la microfiliera piccoli frutti verrà accordata la seguente  
priorità    territoriale:    Locride,    e    le    aree    che    ricadono    nella    fascia    pedemontana,    collinare    e    
montana  del territorio calabrese.  
 
Liquirizia   
Per il settore della  liquirizia gli  investimenti  hanno come obiettivi prioritari:  l’introduzione di  tecniche e
sistemi  di  coltivazione  innovativi  e  rispettosi  dell’ambiente  che  assicurano  il  raggiungimento  degli
standard  qualitativi  richiesti  dagli  operatori  commerciali  a  valle  della  filiera  e  la  riduzione  dei  costi  di
produzione.  
Sono considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
 
   Realizzazione di nuovi impianti di liquirizia;   
   Investimenti  finalizzati  alla  realizzazione  di  impianti  che  assicurano  un’adeguata trasformazione
e conservazione del prodotto  a livello aziendale  e una riduzione dei costi di produzione;  
     Realizzazione    di    interventi    finalizzati    ad    introdurre    nelle    aziende    agricole    innovazioni
tecnologiche per la lavorazione della liquirizia;  
     Adeguamento    dei    processi    produttivi    mediante    l’implementazione    di    sistemi    di    tracciabilità  
finalizzati  al   raggiungimento   di   maggiori   standard   di   sicurezza   alimentare   (ad   es.   sistemi   di  
certificazione volontari) e di sostenibilità ambientale;   
 
Vincoli e limitazioni  
Sono esclusi dagli investimenti finanziabili le seguenti tipologie di spese:  
   acquisto di film plastico per la realizzazione di tunnel per l’orto-floricoltura;  
   investimenti di mera sostituzione, così come definiti in generale al capitolo 5.3 del PSR, ovvero quelli  
finalizzati  semplicemente  a  sostituire  macchinari  o   fabbricati  esistenti,  o  parti  degli stessi, con
edifici o macchinari nuovi e aggiornati, senza aumentare la capacità di produzione di oltre il 25% o senza
modificare sostanzialmente la natura della produzione o della tecnologia utilizzata.  Non  sono  considerati  
investimenti  di  sostituzione  la  demolizione  completa  dei fabbricati di un'azienda che abbiano almeno
30  anni  di  vita  e  la  loro  sostituzione  con  fabbricati  moderni,  né  il  recupero  completo  dei  fabbricati  
aziendali. Il recupero è considerato completo se il  suo  costo  ammonta  al  50%  almeno  del  valore  del  
nuovo    fabbricato.    Si    considerano  investimenti  di  sostituzione  anche  gli  investimenti  di  reimpianto
relativi a colture arboree a  fine  ciclo (30 anni). Si precisa inoltre che  nel caso di impianti arborei sono
esclusi gli investimenti relativi a quelli a fine ciclo;  
     acquisto  di  veicoli  non  riconducibili  alla  categoria  dei    macchinari  adibiti  a  lavori  agricoli  ai  sensi
dell’art. 1, commi 2 e 3 e art. 2, 3°comma, lettera d) del D.M. n. 454 del 14 dicembre;  
   investimenti  destinati  ad  adeguare  l’azienda  a  normative  in  materia  di  ambiente,  igiene  e
benessere.  
   per la produzione di energia, sono esclusi gli investimenti che prevedono l’utilizzo di scarti e/o rifiuti di
origine non agricola.   
  Si  vincola  il  bene  mobile  al  solo  uso  aziendale  per  almeno  5  anni  e  quello  immobile  a  10  anni  
dalla decisione individuale di liquidazione del saldo finale.  
Sono    escluse  dal    finanziamento    le    aziende    in    difficoltà,  così  come    definite    dagli    orientamenti    
comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà.  
 
Si riportano le limitazioni previste per i seguenti settori:  
-  Viti-vinicolo  il  sostegno  non  è  concesso  per  gli  investimenti  descritti  nel  PSR  (Cap.  10.2
"Complementarità  con  le  misure  finanziate  dal  FEOGA  o  da  altri  strumenti  nei  settori  legati
all'allegato  I  del  regolamento  (CE)  n.  1974/2006"  -  La  coerenza  e  la  complementarietà  con  il  primo  
pilastro della PAC) - OCM Vitivinicola, nella relativa tabella di demarcazione;  
-  Lattiero-caseario  il  sostegno  è  concesso  solo  per  interventi  dimensionati  sulla  base  delle  quote
possedute dal singolo produttore.  
-  Per  la  produzione  di  energia,  il  limite  di  1  MW,  esclusivamente  per  gli  impianti  finalizzati  ad
alimentare  colture  protette  ed  a  smaltire  sottoprodotti  agricoli  o  reflui  zootecnici,  può  essere
portato fino a un massimo di 2 MW, a condizione che:  
1.  per gli impianti destinati all’alimentazione energetica di colture protette:  
a.  l’energia prodotta sia finalizzata ad essere utilizzata nel ciclo produttivo;   
b.    la    potenzialità    produttiva    degli    impianti    sia    commisurata    al    fabbisogno    energetico    annuo  
dell’azienda.  
2.  per gli impianti destinati allo smaltimento di sottoprodotti agricoli o reflui zootecnici:  
a.  gli  impianti  siano  realizzati  a  livello  consortile  o  all’interno  di  un  progetto  di  filiera.  In questo
caso i singoli soci devono soddisfare tutte le  condizioni dei requisiti minimi della misura, in particolare la
materia  prima  dovrà  essere,  per  la  maggior  parte  (almeno  i  2/3),  di  provenienza    aziendale    e    gli   
investimenti   effettuati   dovranno   rispettare   tutti   i   pertinenti  requisiti  di natura  ambientale con  un
bilancio energetico favorevole;  
b.  l’energia  prodotta  sia  finalizzata  ad  essere  utilizzata  nel  ciclo  produttivo  dei  soggetti aderenti al
consorzio o al progetto di filiera;   
c.  la potenzialità produttiva degli impianti sia commisurata al fabbisogno energetico annuo dei soggetti
aderenti al consorzio o al progetto di filiera.  
 
Si  precisa che  sono  esclusi tutti  gli  interventi  che  prevedono  l’utilizzo  di  scarti e/o rifiuti  di  origine  
non agricola.  
 
Impegni ed obblighi del beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione del contributo. Il PSR Calabria ha previsto, per la presente misura, i seguenti
impegni aggiuntivi che decorrono dalla liquidazione del saldo (impegni ex post) e, di fatto, prolungano i
vincoli stabiliti dall’art. 72:  
-  condurre l’azienda per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione del saldo;  
-  non  cambiare  la  destinazione  d’uso  dei  beni  mobili  ed  immobili  oggetto  di  finanziamento
rispettivamente per un periodo di 5 e 10 anni dalla liquidazione del saldo.  
 
Ulteriori impegni previsti per la misura:  
-  diventare  IAP  entro  36  mesi  dalla  concessione  del  contributo  (il  possesso  del  requisito  sarà  
verificato contestualmente al controllo sulla domanda di pagamento di saldo);  
-    tenere  per  un  quinquennio  dalla  decisione  individuale  di  liquidazione  del  saldo  finale  la  contabilità
aziendale e rendere disponibili i relativi dati;  
-    garantire  il  rispetto  di  requisiti  comunitari  di  nuova  introduzione  ai  sensi  dell’art.  26  paragrafo  1,
secondo  comma,  del  regolamento  (CE)  1698/2005,  entro  36  mesi  dalla  data  in  cui  il  nuovo  requisito  
acquista  efficacia  vincolante  nei  confronti  dell’azienda  del  richiedente,  nel  caso  di  investimenti
relativi all’ammodernamento delle aziende agricole finalizzati al rispetto di tali requisiti.  
 
 
Misura 121:  
L’investimento  massimo  ammissibile  è  pari  a  €  100.000,00.  Nel  caso  in  cui  il  beneficiario  attivi  la
modalità di  finanziamento  in  conto  interesse  può  essere  riconosciuto  un  investimento  ammissibile  
di    importo  superiore  purché  l’ESL  non  superi  il  massimale  previsto  per  come  riportato  a  seguire.
L’intensità dell’aiuto per l’ammodernamento delle aziende agricole è così ripartito:   
   60% del costo dell’investimento ammissibile realizzato da giovani agricoltori che si insediano per la  
prima  volta  nelle  zone  di  cui  art.  36  lettera  a)  punti  i),  ii)  ed  iii)  del  Reg.  (CE)  n.  1698/05  
del Consiglio del 20 Settembre 2005;   
   50% del costo dell’investimento ammissibile realizzato da giovani agricoltori che si insediano per la  
prima volta nelle altre zone.   
  In  caso  di  investimenti  inerenti  la  produzione  di  energia  da  fonti  rinnovabili  (fotovoltaico,  biomasse,
eolico, ecc.), in presenza di una dichiarazione del beneficiario che intende avvalersi di un finanziamento
previsto dalla  normative  nazionale  in  materia  di  energia,  potrà  richiedere  un  contributo  inferiore  
alle  percentuali stabilite.  
Gli aiuti saranno erogati in conto capitale e/o conto interesse. Gli interessi sono calcolati in base all’art.
49 del Reg. (CE) 1974/2006, così come specificato nel paragrafo 5.2.7 del PSR. È prevista la concessione
di garanzie  per  finanziamenti  bancari  finalizzati  alla  realizzazione  degli  investimenti  previsti  nella  
presente misura. Sono ammesse operazioni comprendenti contributi a sostegno di fondi di garanzia per
l’accesso al credito.   
Si   accorda   un   anticipo   pari   al   50%   del   finanziamento   pubblico   dietro   presentazione   di   una   
fidejussione bancaria o assicurativa del 110% del suo valore.   
 
 
MISURA 121  - AMMODERNAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLE  
 
VENDITA DIRETTA  
 
1.  Base giuridica  
Artt. 20, lett. b, punto i, 26 e allegato del Reg. CE 1698/2005 Art. 17 e Allegato II, punto 5.3.1.2.1 del
Reg. CE 1974/2006  
 
2.  Descrizione tecnica della misura  
La  misura  promuove  lo  sviluppo  e  il  rafforzamento  della  filiera  corta  attraverso  investimenti  per  
l’ammodernamento di strutture aziendali di vendita (punti vendita) o per la creazione di canali di vendita  
telematica  (e-commerce)  delle  produzioni  aziendali   frutticole  e   orticole,  al  fine  di  attivare  un  
processo  virtuoso  finalizzato  alla  valorizzazione  delle  produzioni  locali  tipiche  e  di  qualità  ed
all’avvicinamento degli attori della filiera.  
Gli    investimenti    materiali    e    immateriali    finalizzati    ad    attività    di    trasformazione    e   
commercializzazione  realizzabili  a  livello  aziendale  dovranno  comportare  un  miglioramento  del
rendimento globale dell’azienda agricola.  Per  l’adesione  alla  misura  è  prevista  la  presentazione  di  
un  piano  degli  investimenti  (piano  di miglioramento  aziendale  o  business  plan),  in  cui  si  evidenzi  
il  miglioramento  del  rendimento  globale dell’azienda agricola, il collegamento tra i singoli investimenti
e gli obiettivi della misura, la conformità degli investimenti alle norme comunitarie che li riguardano.   
 
3.  Beneficiari  
Imprenditori agricoli singoli ed associati.  
 
4.  Requisiti di ammissibilità  
I requisiti di accesso al sostegno per l’azienda agricola sono:  
   dimostrare,  attraverso  la  presentazione  di  un  piano  di  miglioramento  aziendale  (PMA)  o  di  un  
business  plan,  che  l’investimento  proposto  consente  un  miglioramento  del  rendimento  globale
dell’impresa  e  dei  requisiti  sulla  condizionalità.  Il  miglioramento  aziendale  sarà  valutato  sulla  base  di
almeno uno dei seguenti aspetti:  
-  incremento della redditività;  
-  incremento dell’occupazione;  
-  introduzione di nuove tecnologie e innovazioni di processo e di prodotto;  
-  incremento del grado di integrazione verticale e/o orizzontale;  
-  incremento  delle  performance  aziendali  in  materia  di  sicurezza  alimentare,  sicurezza  sul lavoro,  
tutela  dell’ambiente  (risparmio  idrico,  risparmio  energetico,  riduzione dell’inquinamento  ambientale,  
utilizzo  di  fonti  energetiche  rinnovabili)  e  del  benessere animale.  
Si  fa  presente  che,  nel  caso  di  imprenditori  associati  che  realizzano  investimenti  collettivi,  la
redditività  va  dimostrata  attraverso    un  Business  Plan  unico  che  riguarderà  l’iniziativa  oggetto  del
finanziamento;  
 
5.  Interventi ammissibili  
Sono ritenute ammissibili a contributo i seguenti investimenti:   
     ristrutturazione,    adeguamento    e/o    allestimento    di    immobili,  acquisto    e/o    allestimento    di    
strutture  mobili  da  utilizzare,  come  punti  di  vendita  diretta  di  prodotti  dell’azienda  o  delle  aziende
associate;   
     acquisto  di  attrezzature  e  impianti  per  la  prima  trasformazione,  conservazione,  confezionamento,
etichettatura e commercializzazione dei prodotti agro-zootecnici venduti direttamente. Sono inclusi i costi
per  l’acquisto  di  dotazioni  e  attrezzature  informatiche,  attrezzature  di  laboratorio  di  analisi  e
strumentazione per verifica di parametri qualitativi delle produzioni aziendali;  
                                                            Per  prima  trasformazione  si  intendono  quei  processi  che  non  generano  cambiamento  organolettico  o
microstrutturale del prodotto in entrata      
   acquisto di  macchine  ed  attrezzature  per  l’ammodernamento  organizzativo relativo alla logistica
aziendale (stoccaggio, movimentazione materiali, imballaggio di protezione, gestione degli ordini e delle
scorte) finalizzato alla vendita diretta;  
   acquisizione  di  hardware  e  software  finalizzati  all’adozione  di  tecnologie  di  informazione  e
comunicazione (TIC) collegate al commercio elettronico;  
   creazione siti internet dedicati al commercio elettronico dei prodotti aziendali.  
Le spese per investimenti immateriali sono ammissibili a sostegno solo se connesse agli investimenti di
tipo materiale e non possono in ogni caso superare il 10% della spesa totale ammissibile.   
 
6.  Vincoli e limitazioni  
Sono  esclusi  dagli  investimenti  finanziabili  gli  investimenti  di  mera  sostituzione,  così  come  definiti  
in generale  al  capitolo  5.3  del  PSR,  ovvero  quelli  finalizzati  semplicemente  a  sostituire  macchinari  
o  attrezzature  esistenti,  o  parti  degli  stessi,  con  attrezzature  e  macchinari  nuovi  e  aggiornati,  senza
aumentare  la capacità di produzione  di oltre  il 25% o senza modificare sostanzialmente  la natura della
produzione o della  tecnologia  utilizzata.  Non  è  considerato  investimento  di  sostituzione  il  recupero  
completo  dei fabbricati aziendali. Il recupero è considerato completo se il suo costo ammonta al 50%
almeno del valore del nuovo fabbricato;   
 
7.  Impegni ed obblighi del beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento  
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione del contributo. Il PSR Calabria ha previsto, per la presente misura, i seguenti
impegni aggiuntivi che decorrono dalla liquidazione del saldo (impegni ex post) e, di fatto, prolungano i
vincoli stabiliti dall’art. 72:  
-  condurre l’azienda per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione del saldo;  
-  non  cambiare  la  destinazione  d’uso  dei  beni  mobili  ed  immobili  oggetto  di  finanziamento
rispettivamente per un periodo di 5 e 10 anni dalla liquidazione del saldo.  
Ulteriori impegni previsti per la misura:  
-  siano conformi alle norme comunitarie applicabili all'investimento interessato.  
 
12. Intensità dell’aiuto  
Il contributo pubblico massimo per singola proposta è di 30.000 euro  
 
L’intensità dell’aiuto è pari al:   
   60% del costo dell’investimento ammissibile realizzato da giovani agricoltori che si insediano per la  
prima  volta  nelle  zone  di  cui  art.  36  lettera  a)  punti  i),  ii)  ed  iii)  del  Reg.  (CE)  n.  1698/05  
del Consiglio del 20 Settembre 2005  
   50% del costo dell’investimento ammissibile realizzato da  giovani agricoltori che si insediano per la
prima volta nelle altre zone.   
   50% del costo dell’investimento ammissibile realizzato da agricoltori nelle zone di cui art. 36 lettera a)
punti i), ii) ed iii) del Reg. (CE) n. 1698/05 del Consiglio del 20 Settembre 2005;   
   40% del costo dell’investimento ammissibile realizzato da altri agricoltori nelle altre zone.   
Gli aiuti saranno erogati in conto capitale. È prevista la concessione di garanzie per finanziamenti bancari
finalizzati    alla    realizzazione    degli    investimenti    previsti    nella    presente    misura.    Sono    ammesse   
operazioni comprendenti contributi a sostegno di fondi di garanzia per l’accesso al credito. Si accorda un
anticipo  non  superiore  al  50%  del  finanziamento  pubblico  dietro  presentazione  di  una  fidejussione
bancaria o assicurativa del 110% del suo valore.   
 
 
      
MISURA 122  - ACCRESCIMENTO DEL VALORE ECONOMICO DELLE FORESTE  
 
1.  Base Giuridica  
Art. 20 (b) (ii) e art. 27 del Regolamento (CE) 1698/05.  
Artt. 18 e 19; Punto 5.3.1.2.2 dell’Allegato II del Regolamento (CE) n. 1974/06  
 
2.  Descrizione tecnica della misura  
L’obiettivo strategico della misura è accrescere il valore economico delle foreste mediante la creazione o il  
miglioramento   di   infrastrutture   di   servizio   alle   stesse,   il   miglioramento   delle   condizioni   delle  
superfici  forestali,  l’ottimizzazione  della  gestione  delle  risorse  forestali  e  l’aumento  dell’efficienza  della
filiera bosco-legno soprattutto nelle aree montane del territorio regionale.   
La  misura  introduce  un  regime  di  sostegno  per  i  gestori  delle  superfici  forestali  che  realizzano
investimenti materiali e immateriali, funzionali al raggiungimento degli obiettivi della misura.  Ai   sensi   dell’art.   30   paragrafo   2   e   3   del   Reg.   CE   1974/2006,   di   seguito   si   riportano   le   
definizioni  di “foresta” e “zona boschiva”.   
Per  «foresta»  si  intende  un’area  di  dimensioni  superiori  a  0,5  ettaro,  con  alberi  di  oltre  cinque  
metri  di altezza e aventi una copertura superiore al 10% o in grado di raggiungere tali valori in situ. Non
rientrano in questa definizione i terreni ad uso prevalentemente agricolo o urbanistico.  
Sono  comprese  nella  definizione  di  foresta  le  zone  in  via  di  rimboschimento  che  non  hanno  ancora
raggiunto una copertura arborea del 10% e i cui alberi hanno un’altezza inferiore a cinque metri, come
pure le zone temporaneamente  disboscate  per  effetto  dell’azione  umana  o  di  cause  naturali  e  di  
cui  si  prevede  la ricostituzione.  
Fanno  parte  della  foresta  le  strade  forestali,  le  fasce  parafuoco  e  altre  radure  di  dimensioni  
limitate.  Si considerano come foreste quelle incluse nei parchi nazionali, nelle riserve naturali e in altre
zone protette quali le zone di particolare interesse scientifico, storico, culturale o spirituale.  
Sono  assimilate  alla  foresta  le  barriere  frangivento,  le  fasce  protettive  e  i  corridoi  di  alberi  di  
larghezza superiore a venti metri e con una superficie superiore a 0,5 ettaro.  
La definizione di foresta comprende le piantagioni arboree realizzate a fini essenzialmente protettivi, quali  
piantagioni dell’albero della gomma o di quercia da sughero. Ne sono invece escluse le formazioni arboree  
facenti parte di  sistemi  di  produzione  agricola, come  i  frutteti,  o  di  sistemi  agroforestali.  Sono  
parimenti esclusi i parchi e giardini urbani.  
Per  «zona  boschiva»  si  intende  un’area  non  classificata  come  «foresta»,  di  dimensioni  superiori  a  0,5
ettaro,  con  alberi  di  oltre  cinque  metri  di  altezza  e  aventi  una  copertura  del  5-10%  o  in  grado  di
raggiungere tali valori in situ, oppure con copertura mista di arbusti, cespugli e alberi superiore al 10%.
Non rientrano in questa definizione i terreni ad uso prevalentemente agricolo o urbanistico.  
   
3.  Beneficiari  
Imprenditori forestali privati singoli ed associati che operano su superfici di proprietà privata o comunale;  
consorzi    forestali    che    gestiscono    ed    operano    su    superfici    forestali    di    proprietà    privata    o    
comunale;  altri detentori  privati  di  superfici  forestali;  Comuni  o  loro  associazioni  che  operano  su  
terreni  forestali  di proprietà comunale o privata.   
 
4.  Localizzazione  
Intero territorio regionale  
 
5.  Requisiti di ammissibilità  
Per l’ammissibilità delle superfici oggetto degli interventi, si faccia riferimento alle definizioni di “foresta”
e “area boschiva” riportate al punto 2 “Descrizione tecnica della misura”;  
 
7.  Investimenti ammissibili  
Gli  interventi  sono  subordinati  alla  presenza  di  un  Piano  di  gestione  forestale  per  le  aziende  con  
una superficie forestale:   
o  per i soggetti privati > 50 ha   
o  per i Comuni • 100 ha  
Gli  investimenti  previsti  dalla  misura  riguardano  principalmente  interventi,  da  svolgere  solo  in  
ambito  aziendale,  per  la  meccanizzazione    e  gestione  di  soprassuoli  boschivi  con  spiccata  vocazione   
economica, quali castagneti (non da frutto), sugherete, pinete e altri impianti arborei da legno.  
Sono ritenuti ammissibili a contributo i seguenti investimenti di tipo materiale:   
   interventi  di  miglioramento e  recupero  dei  boschi,  quali  sfolli,  diradamenti,  avviamenti  all’alto  
fusto di boschi cedui,   
     realizzazione  di  piazzali  per  lo  stoccaggio  e  la  commercializzazione  dei  prodotti  legnosi  forestali  e
dell’arboricoltura da legno;  
   acquisto di nuovi mezzi, attrezzature e impianti per la gestione del bosco, le utilizzazioni forestali e la
raccolta di biomasse legnose in impianti di arboricoltura da legno, nonché per lo stoccaggio ed il primo
trattamento del legno;  
   realizzazione  ed  adeguamento  di  investimenti  aziendali relativi  a  viabilità  forestale,  quali  strade  
forestali,  piste  forestali,  (sono  ammissibili  esclusivamente  i  nuovi  interventi  e  le  manutenzioni
straordinarie alle strutture aziendali);  
   investimenti  mirati  al  miglioramento  delle  condizioni  di  sicurezza  sul  lavoro,  in  particolare
l'acquisto    di    dispositivi    di    protezione    individuali    e    di    sicurezza,    nonché    l'adeguamento    e    il  
miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro. Questi investimenti, tuttavia, sono soggetti ad alcune
condizioni:  
o    ai  sensi  dell’art.  72  del  Reg.  (CE)  n.  1698/2005  “durata  delle  operazioni  di  investimento”,  i  beni   
oggetto  di  investimento  devono  essere  mantenuti  per  5  anni  dalla  decisione  di finanziamento:  
nell’ambito    di    questa    tipologia    di    intervento,    quindi,    non    saranno  ammissibili  i  costi  relativi  ad
attrezzature soggette ad  una durata inferiore ai 5 anni (es. caschi, guanti);  o  non  saranno,  inoltre,  ammissibili  gli  investimenti  finalizzati  a  conformarsi  alle  norme vigenti  in  
materia  di  sicurezza  sul  lavoro  ma  solo  quelli  che  intendono  potenziare  le condizioni di sicurezza
oltre gli standard normativi.  
Per quanto riguarda gli investimenti di tipo immateriale, la misura potrà finanziare:  
     costi  di  certificazione  forestale,  al  fine  di  accrescerne  il  valore  economico,  assicurare  una  gestione
sostenibile  delle  foreste,  garantire  il  mantenimento  della  loro  biodiversità,  produttività  e  capacità
rigenerativa;  
   redazione  di  piani  di  gestione  forestale  e  piani  dei  tagli,  ai  sensi  della  normativa  nazionale  e  
regionale vigente.  
                                                            
Inclusa  la trasformazione  di popolamenti  artificiali:  esecuzione di  tagli  straordinari  volti a modificare  la
composizione  specifica  di  popolamenti  artificiali  quali,  ad  esempio,  rimboschimenti  di  conifere,  per
favorire lo sviluppo di specie autoctone di maggior pregio e valore tecnologico (sono comunque esclusi gli
interventi di taglio che configurano utilizzazioni finali del soprassuolo).  
Gli  interventi  di  tipo  immateriale  sono  ammissibili  solo  se  connessi  ad  investimenti  materiali,  ai  
sensi dall'articolo 55, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (CE) 1974/2006,  fino ad un massimo del  
10% della spesa ammissibile totale.   
Sono ammessi i costi generali connessi alle spese sostenute per gli investimenti sopra descritti entro un  
limite massimo del 9%, ivi incluse le spese tecniche che non potranno superare il 6%. Nel caso di progetti  
particolarmente   complessi,   per   la   cui   realizzazione   sono   richiesti   nulla   osta   e/o   pareri   delle   
Autorità  pubbliche  che  comportano  la  predisposizione  di  ulteriori  elaborati  per  il  tecnico,  il  massimale
potrà essere aumentato al 7%.  
 
8.  Vincoli e limitazioni  
   Non sono ammessi investimenti collegati alla rigenerazione dopo il taglio finale  o raso e comunque
tutti  gli  interventi  devono  rispondere  a  criteri  di  sostenibilità  ambientale,  essere  compatibili  con  una
buona gestione forestale e favorire le specie autoctone.   
     Gli  interventi  relativi  al  miglioramento  e  recupero  dei  boschi  sono  finanziabili  una  sola  volta  sulla
stessa superficie forestale nell’ambito del periodo di programmazione.   
   Tutti gli investimenti devono essere conformi al Piano forestale regionale ed al Piano regionale per la
programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi.   
     Non  sono  ammessi  investimenti  di  mera  sostituzione,  così  come  definiti  al  capitolo    5.3  del  PSR,
ovvero quelli finalizzati semplicemente a sostituire macchinari o fabbricati esistenti, o parti degli stessi,
con edifici o macchinari nuovi e aggiornati, senza aumentare la capacità di produzione di oltre  il  25%  o  
senza  modificare  sostanzialmente  la  natura  della  produzione  o  della  tecnologia utilizzata. Non sono
considerati investimenti di sostituzione la demolizione completa dei fabbricati di un'azienda che abbiano
almeno  30  anni  di  vita  e  la  loro  sostituzione  con  fabbricati  moderni,  né  il  recupero    completo    dei    
fabbricati  aziendali.  Il  recupero  è  considerato  completo  se  il  suo  costo ammonta al 50% almeno
del valore del nuovo fabbricato.   
 
9.  Impegni assunti dal beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento  
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione del contributo. Il PSR Calabria ha previsto, per la presente misura, i seguenti
impegni aggiuntivi che decorrono dalla liquidazione del saldo (impegni ex post) e, di fatto, prolungano i
vincoli stabiliti dall’art. 72:  
   condurre l’azienda per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione del saldo;  
   non  cambiare  la  destinazione  d’uso  dei  beni  mobili  ed  immobili  oggetto  di  finanziamento
rispettivamente per un periodo di 5 e 10 anni dalla liquidazione del saldo.  
Ulteriori impegni previsti per la misura:  
   rispettare, laddove previsto, il Piano di gestione forestale.  
 
11. Intensità dell’aiuto  
L’intensità dell’aiuto della spesa ammissibile è determinata dai seguenti tassi d’aiuto:   
   60% del costo dell’investimento ammissibile nelle zone di cui all’art. 36 lettera a) punto i), ii) e iii) del
Reg. (CE) n. 1698/05 del Consiglio del 20 Settembre 2005;   
   50% del costo dell’investimento ammissibile in altre zone.  
 
 
      
MISURA  123    -  ACCRESCIMENTO  DEL  VALORE  AGGIUNTO  DEI  PRODOTTI  AGRICOLI  E  
FORESTALI  
 
Ambito di intervento  La  misura  si  propone  di  contribuire  a  creare  un  settore  agroalimentare  e  forestale  più  integrato,  
forte    e  dinamico  incentrato  sulle  priorità  della  modernizzazione  e  dell’innovazione  delle  catene
agroalimentare (in particolare trasformazione e commercializzazione), e forestale.   
 
Beneficiari  
I  beneficiari  sono  le  imprese  di  lavorazione-trasformazione  e/o  commercializzazione  del  settore  
agro-alimentare e  forestale, anche  in forma associata, limitatamente a quelle micro, piccole e medie ai
sensi della Raccomandazione  2003/361/CE della Commissione. Le  imprese a cui non si applica l’art. 2,
paragrafo  1,  della  suddetta  raccomandazione,  che  occupano  meno  di  750  addetti  o  con  un  fatturato
annuo  inferiore  ai  200  milioni   di   euro   e   che   non   risultano   essere   in   difficoltà   ai   sensi   della   
comunicazione  della  Commissione 2004/C244/02.  
Nel settore delle foreste il sostegno è limitato alle microimprese   
 
Sono  inoltre  beneficiarie  le  aziende  agricole  singole  ed  associate,  che  sono  anche  produttrici,  
qualora  la materia  prima  agricola  di  provenienza  non  aziendale  sia  pari  ad  almeno  i  2/3  della  
produzione  da trasformare.    
 
Descrizione tecnica della misura  
La  misura  introduce  un  regime  di  sostegno  per  le  imprese  che  realizzano  investimenti  materiali  
e  immateriali  funzionali  al  raggiungimento  degli  obiettivi  esplicitati  nella  misura  stessa  attraverso
interventi  finalizzati  alla  trasformazione  e  commercializzazione  dei  prodotti  di  cui  all’Allegato  I  del
Trattato, escluso pesca e silvicoltura.  
 
I requisiti di accesso al sostegno sono:  
   presentazione  di  un  Business  Plan,  da  cui  si  evince  il  miglioramento  del  rendimento  globale
dell’impresa;  
   coerenza e collegamento di ogni singola spesa con le priorità di filiera;  
   rispetto dei requisiti comunitari applicabili all’investimento;  
   garanzia dell’esistenza di sbocchi di mercato;     
    dimostrazione  attraverso  contratti vincolanti di acquisto o  conferimento di materia prima  adeguata
alla dimensione dell’impianto;  
 
Le  imprese  devono  dimostrare  che  gli  investimenti  inseriti  nella  domanda  di  aiuto  concorrono  al  
miglioramento  della  situazione  nei  settori  della  produzione  agricola  di  base  e  che  garantiscono  
una  partecipazione    adeguata    e    duratura    dei    produttori    di    base    ai    vantaggi    economici    che    
derivano  da  tali investimenti.  A  tal  fine  la  garanzia  del  vantaggio  per  gli  stessi  produttori  di  
base  si  riscontra  qualora  i prodotti  trasformati  e/o  commercializzati  nell’impianto  oggetto  della  
richiesta  di  finanziamento  siano acquisiti  dai produttori  di  base.  Nel  caso  del  sostegno  alle  attività  
di  trasformazione,  ai  fini  del  presente bando,  per  ‘impianto’  si  intende  l’impianto  di  lavorazione-  
trasformazione    oggetto    degli    investimenti,  destinato  alla  lavorazione  di  uno  stesso  prodotto  o  della
stessa  tipologia  di  prodotti.  Nel  caso  del  sostegno  alla    commercializzazione,    ai    fini    del    presente    
bando,    per    ‘impianto’    si    intende    la    struttura    destinata    alla  commercializzazione  dei  prodotti
trasformati.  
 
Investimenti ammissibili  
La misura trova attuazione su tutto il territorio regionale attraverso le seguenti tipologie di investimenti,  
1. Materiali:   
   costruzione,  acquisto,  ristrutturazione  e/o  ammodernamento  di  immobili  per  la  lavorazione,
trasformazione, stoccaggio e commercializzazione dei prodotti agroalimentari;  
   costruzione, acquisto, ristrutturazione e/o ammodernamento di immobili per la prima lavorazione dei  
prodotti forestali;  
   realizzazione  e/o  razionalizzazione  di  piattaforme  per  i  prodotti  agroalimentari,    limitatamente  
agli investimenti di imprese di trasformazione e commercializzazione, di dimensioni che verranno definite  
a livello regionale, in aree a forte vocazione “redistributiva e di concentrazione dell’offerta”, oltre che a
vocazione produttiva;  
   acquisto o leasing (con patto di acquisto) di impianti, macchine, attrezzature e mezzi mobili connessi
alla movimentazione/trasporto della materia prima;  
   investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  energia  rinnovabile  volti  a  soddisfare  i  fabbisogni
dell’impresa.  Non  si  finanziano  impianti  di  taglia  complessivamente  superiore  ad  un  1MW.  L’energia
prodotta  dovrà  essere  destinata  totalmente  all’auto-consumo  dell’impresa  e  l’investimento  dovrà
essere  commisurato  al  soddisfacimento  del  fabbisogno    energetico  della  stessa.  Nel  caso  di  impianti
collettivi,  realizzati  da  più  imprese,  questi  devono  essere  commisurati  al  soddisfacimento  dei
fabbisogni di tutte le imprese interessate;  
   investimenti volti alla protezione e tutela dell’ambiente attraverso l'adozione di processi e tecnologie
finalizzati a ridurre l'impatto ambientale del ciclo produttivo;     adozione di tecnologie per un miglior impiego o eliminazione dei sottoprodotti o dei rifiuti;  
   investimenti intesi a migliorare le condizioni di sicurezza sul posto di lavoro      
   investimenti per il miglioramento della logistica nelle fasi di raccolta e distribuzione del latte vaccino  
alimentare;  
   investimenti per l’introduzione di impianti di packaging del latte vaccino e dei suoi derivati, finalizzato
a sviluppare nuovi mercati (p. es. ristorazione collettiva, GDO etc.);  
   investimenti finalizzati alla diversificazione e innovazione della gamma produttiva di latte vaccino  e
suoi derivati.  
 
2. Immateriali , direttamente connessi agli investimenti di cui al punto precedente, quali:  
   acquisizione di know-how;  
   acquisto di software;  
   creazione e/o implementazione di siti internet;  
   acquisto di brevetti e licenze;  
   costi per la realizzazione e certificazione di sistemi di qualità e rintracciabilità.  
 
Sono ammissibili le spese relative alle opere murarie, nel limite del 40% del totale dell'investimento, solo
se strettamente funzionali all'installazione dei macchinari e/o delle linee di lavorazione proposti.  
 
Le spese per investimenti immateriali sono ammissibili a sostegno solo se connesse agli investimenti di
tipo materiale e non possono in ogni caso superare il 10% della spesa totale ammissibile.   
Sono  ammessi  i  costi  generali  connessi alle spese  sostenute  per  gli  investimenti  strutturali  e  gli  
impianti  entro un limite  massimo del  9%,  sono  incluse le  spese  tecniche che  non potranno superare  il
6%. Nel caso di progetti particolarmente complessi, per la cui realizzazione sono richiesti nulla osta e/o
pareri  delle  Autorità  pubbliche  che comportano  la predisposizione  di ulteriori elaborati  per  il tecnico,  il
massimale  potrà  essere  aumentato    al    7%.    Per    quanto    concerne    opere,    impianti,    macchinari,    
attrezzature  e  arredi  il  cui  costo  è determinato in base ai preventivi le spese generali non possono
superare il 3%.   
Gli  investimenti  finalizzati  alla  produzione  di  energia  devono  riguardare  attività  di  trasformazione  
e/o  commercializzazione  di  prodotti  Allegato  I  del  Trattato,  sia  in  entrata  che  in  uscita,  e  l'energia
prodotta deve essere totalmente reimpiegata nell'ambito dei processi produttivi.  
Per ogni settore di attività, sono esclusi gli investimenti che possono essere attuati nell’ambito di ciascuna  
OCM.  
Sarà data priorità agli investimenti secondo le diverse esigenze territoriali, come individuati per ciascuna  
filiera.   
Si riconosce priorità a quegli investimenti finalizzati alla realizzazione di prodotti di qualità riconosciuta ai  
sensi    dell’art.    32    del    Reg.    (CE)    1698/2005    ed    a    quegli    investimenti    che    migliorano    le    
performance  ambientali  delle  imprese  per  quanto  riguarda  i  processi,  i  prodotti  e  la  loro
commercializzazione.  
E’   possibile   presentare   domande   per   altri   settori,   limitatamente   agli   interventi   prioritari,   che  
riguardano  prodotti  di  nicchia  che  abbiano  una  ridotta  rilevanza  economica  ed  in  funzione  della  loro
importanza purché siano corredate da un’analisi di filiera che evidenzi le criticità, i bisogni ed   interventi
prioritari.  Questi  prodotti  di  nicchia  possono  essere    per    es.    il  corbezzolo,    l’origano,    il    pisello    di    
amendolara,  i capperi, il gelsomino, il fagiolo nano di Mormanno etc. etc.  
 
Di seguito si riporta per ciascun settore le tipologie d’investimento prioritarie:  
 
Olio  
Per    il    settore    olio    di    oliva    gli    investimenti    hanno    come    obiettivi    primari    la    concentrazione    
dell’offerta, l’aumento  della  produzione  degli  oli   di  qualità,  il  miglioramento  delle  condizioni  di  
conservazione   e stoccaggio del prodotto e l’aumento  della quota di  vendita di olio  confezionato. Sono
pertanto considerati prioritari i seguenti interventi:  
 
   interventi  di  realizzazione/ammodernamento  dei  frantoi  (senza  aumento  della  capacità  molitora  
del comprensorio), finalizzati a ridurre i costi di lavorazione e a migliorare la qualità dell’olio ottenuto;  
   acquisto  di  impianti/attrezzature  per  il  recupero  e  utilizzo  gestione  di  materiale  di  scarto  (es.  
nocciolino dalla sansa, acque di vegetazione) da destinare alla produzione di biomasse e/o produzione di
concimi organici;  
   investimenti finalizzati a ridurre l’impatto ambientale delle acque di vegetazione  
   investimenti  finalizzati  alla  riduzione  dello  scadimento  qualitativo  dei  prodotti  nella  fase  di  
post- raccolta e trasformazione;  
   investimenti finalizzati ad incrementare l’immissione su mercato produzioni D.O.P.;  
   la realizzazione di impianti di confezionamento dell’olio con priorità agli impianti collettivi;   
   Investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  
e sottoprodotti  dell’attività  agricola  e  di  trasformazione.  fino  ad  una  potenza  di  1MW,  finalizzati  e  commisurati  al  soddisfacimento  del  fabbisogno  energetico  dell’impresa,  in  particolare  per  la  
produzione di biogas da rifiuti organici.  
 
Agrumi   
Per il settore agrumicolo gli investimenti hanno come obiettivi primari la concentrazione dell’offerta per il  
settore del fresco e del trasformato, il miglioramento delle caratteristiche commerciali e di presentazione
dei  prodotti  freschi  (innovazioni  di  processo)  e  la  realizzazione  di  prodotti  trasformati  in  linea  con  le
tendenze del mercato. Sono pertanto considerati prioritari i seguenti interventi:  
   investimenti  finalizzati  all’automazione  dei  processi,  all’introduzione  di  innovazioni  tecnologiche
capaci di ottimizzare  l’impiego  della  manodopera  e  a preservare  la qualità  e  la  presentazione  degli  
agrumi;  
   investimenti finalizzati a favorire  la concentrazione industriale del settore attraverso la creazione di
impianti di dimensioni adeguate alle esigenze di ristrutturazione del comparto, potenziando strutture già  
esistenti    ed    inserite    sul    mercato.    Saranno    privilegiati    gli    investimenti    che    assicurano    la
realizzazione  di  un  prodotto  finito  (succhi  di  frutta,  succhi  freschi,  ecc.),  innovativo  e  in  linea  con  le
tendenze di mercato.  
   Investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  
e sottoprodotti  dell’attività  agricola  e  di  trasformazione  fino  ad  una  potenza  di  1MW,  finalizzati  e  
commisurati    al    soddisfacimento    del    fabbisogno    energetico    dell’impresa,    in    particolare    per    la
produzione di biogas da rifiuti organici.  
 
Ortofrutta  
Per  il  settore  ortofrutticolo  gli  investimenti  hanno  come  obiettivi  primari  la  concentrazione  e  la  
valorizzazione  dell’offerta  per  il  settore  del  fresco,  il  miglioramento  della  qualità  e  della  salubrità  
delle produzioni,  il  miglioramento dell’efficienza del sistema  logistico,  il  miglioramento  della  catena  del
freddo nelle diverse fasi della filiera. Sono pertanto considerati prioritari i seguenti interventi:  
   realizzazione  di  piattaforme   logistiche  multiprodotto   finalizzate  alla concentrazione  dell’offerta
con l’impiego  di tecnologie  che  assicurano  anche  una  ottimale conservazione  dei  prodotti (per  es.
celle frigo in atmosfera modificata, etc.);  
     investimenti    finalizzati    all’introduzione    di    innovazioni    di    processo    che    assicurano    il    
miglioramento delle  condizioni  di  commercializzazione,  il  mantenimento  della  qualità  e  salubrità  e  
la  sicurezza alimentare dei prodotti;  
     investimenti    finalizzati    al    risparmio    idrico    nei    processi    di    lavorazione    e    alla    riduzione    
dell’impatto ambientale;  
   investimenti che aumentano il contenuto di servizio al consumo dei prodotti (per es. packaging etc..)
e la realizzazione di prodotti innovativi (per es. prodotti 4-5 gamma, succo fresco bevibile, etc.);  
   investimenti finalizzati a favorire l’introduzione di sistemi volontari di certificazione;  
   investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  
e sottoprodotti  dell’attività  agricola  e  di  trasformazione.  fino  ad  una  potenza  di  1MW,  finalizzati  e  
commisurati    al    soddisfacimento    del    fabbisogno    energetico    dell’impresa,    in    particolare    per    la
produzione di biogas da rifiuti organici.  
 
Vitivinicolo  
Per    il    settore    vitivinicolo    gli    investimenti    hanno    come    obiettivi    primari    la    concentrazione   
dell’offerta    il  miglioramento  qualitativo  delle  produzioni,  la  razionalizzazione  dei  processi  di
trasformazione per il  contenimento dei costi, la valorizzazione delle produzioni attraverso una maggiore
integrazione con la fase di imbottigliamento e commercializzazione. Sono pertanto considerati prioritari i
seguenti interventi:  
 
   investimenti per l’introduzione di innovazioni tecnologiche nelle fasi di trasformazione, stoccaggio e  
imbottigliamento per il miglioramento qualitativo delle produzioni e la riduzione dei costi      
   investimenti finalizzati al risparmio  energetico, alla protezione  dell’ambiente,  al miglioramento delle
condizioni igienico-sanitarie delle cantine;  
   investimenti  per  la  realizzazione  di  piattaforme  distributive,  ovvero  di  depositi  sul  territorio  
per realizzare economie di gestione nelle forniture alla grande distribuzione.  
   investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  
e  sottoprodotti dell’attività  di  trasformazione,  fino ad  una  potenza  di  1MW,  finalizzati e  commisurati  al
soddisfacimento  del  fabbisogno  energetico  dell’impresa,  in  particolare  per  la  produzione  di  biogas  da
rifiuti organici.  
 
Lattiero caseario  
Per    il    settore    lattiero-caseario    gli    investimenti    hanno    come    obiettivi    primari    il    rafforzamento  
dell’integrazione di filiera, la valorizzazione delle produzioni e il miglioramento della loro competitività sul
mercato  in  termini  di  prezzo  e  standard  qualitativi.  Sono  pertanto  considerati  prioritari  i  seguenti
interventi:     investimenti  per  l’introduzione  di  innovazioni  nei  processi  di  lavorazione  che  assicurano  una  
valorizzazione dei prodotti di qualità regionali e/o una riduzione dei costi di produzione;   
   interventi  sulla  logistica  primaria  finalizzati  a  migliorare  i  processi  d’integrazione  verticale  tra  
gli allevamenti e le imprese di trasformazione;  
   investimenti finalizzati a favorire l’introduzione di sistemi qualità;  
   investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  
e sottoprodotti dell’attività agricola e di trasformazione.  
   investimenti per il miglioramento della logistica nelle fasi di raccolta e distribuzione del latte vaccino
alimentare;  
   investimenti  per  l’introduzione  di  impianti  di  packaging  del  latte  vaccino  e  dei  suoi  derivati,
finalizzato a sviluppare nuovi mercati (p. es. ristorazione collettiva, GDO etc.);  
   investimenti finalizzati alla diversificazione e innovazione della gamma produttiva di latte vaccino  e
suoi derivati.  
 
Carni e trasformati  
Per il settore delle carni trasformate gli investimenti hanno come obiettivi primari, la valorizzazione delle  
produzioni  e  il  miglioramento  della  loro  competitività  sul  mercato  in  termini  di  prezzo  e  di  
standard qualitativi. Sono pertanto considerati prioritari i seguenti interventi:  
   investimenti per l’innovazione di processo, nel segmento dei prodotti trasformati DOP finalizzati alla
valorizzazione dei prodotti e/o al contenimento dei costi nella fase di trasformazione e stagionatura;  
   investimenti  per  la  realizzazione  di  prodotti  con  un  maggior  contenuto  di  servizio  (p.es.  
attività  di sezionamento e condizionamento delle mezzane e dei quarti, etc.);  
   investimenti finalizzati alla valorizzazione dei tagli secondari;  
   investimenti finalizzati a favorire l’introduzione di sistemi qualità;  
   investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  
e sottoprodotti dell’attività agricola e di trasformazione.  
 
Castagno  
Per il settore castanicolo gli interventi hanno come obiettivo prioritario quello di potenziare le fasi a valle  
della  filiera  (lavorazione  e  commercializzazione)  del  prodotto  fresco  al  fine  di  aumentare  il  valore
aggiunto del settore  
E’ pertanto considerato prioritario il seguente intervento:  
   investimenti per la lavorazione e conservazione delle castagne per il mercato fresco.  
 
Filiera Bosco-Legno  
Per il settore Bosco-Legno gli interventi hanno come obiettivo prioritario la valorizzazione dei prodotti e
sottoprodotti aziendali e la produzione di energia per uso aziendale. Sono considerati prioritari i seguenti
interventi:  
   acquisto  di  macchine  e  attrezzature  destinati  alle  operazioni  di  prima  lavorazione  dei  prodotti
forestali  
   diversificazione  della produzione  legnosa, anche attraverso la realizzazione di impianti di taglia non
superiore  ad  1MW,  all’interno  della  azienda,  per  la  produzione  di  energia  finalizzati  e  commisurati  al
soddisfacimento dei bisogni aziendali.  
 
Florovivaistica  
Per  il  settore  florovivaistico  gli  interventi  hanno  come  obiettivo  prioritario  quello  di  aumentare  
l’aggregazione dell’offerta.    
E’ pertanto considerato prioritario il seguente intervento:  
   realizzazione di centri per la concentrazione dell’offerta e la lavorazione dei prodotti florovivaistici.  
 
Apicoltura  
Per   il   comparto   apistico   gli   investimenti   hanno   come   obiettivi   primari,   la   concentrazione,   la  
diversificazione e la valorizzazione dell’offerta, il miglioramento della qualità e della salubrità dei prodotti.  
Sono pertanto considerati prioritari, ordine decrescente, i seguenti interventi:  
     Investimenti  per  la  realizzazione  e/o  adeguamento  di  laboratori  di  analisi  in  azienda  al  fine  di
migliorare la qualità dei prodotti dell’alveare (miele, cera, polline, pappa reale, propoli);  
     Investimenti  finalizzati  all’introduzione  di  tecnologie  innovative  di  prodotto  e  di  processo  che
assicurano  il  miglioramento  della  qualità,  salubrità  e  sicurezza  alimentare  dei  prodotti dell’alveare
(miele, cera, polline, pappa reale, propoli), in linea con le tendenze di mercato;  
    Investimenti   finalizzati   a   favorire   l’introduzione   di   sistemi   di   qualità,   anche   attraverso   la  
tracciabilità volontaria (UNI 10939/2001, ecc).  
 
Fico   
Per il settore fico gli investimenti hanno come obiettivi: la concentrazione e la valorizzazione dell’offerta
per il settore del fresco e del trasformato (essiccato), il miglioramento delle caratteristiche commerciali e di presentazione  del  prodotto  fresco  e  la  realizzazione  di  prodotti  trasformati  in  linea  con  le  
tendenze  di mercato. Sono pertanto considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
 
     Investimenti    finalizzati    alla    realizzazione/ammodernamento    di    strutture    che    assicurano    un
ottimale conservazione del prodotto;  
     Investimenti  finalizzati  all’introduzione    di  tecnologie    innovative  per  la  riduzione  dei  costi  di
produzione e/o la realizzazione di nuovi prodotti in linea con le tendenze di mercato;  
   Investimenti che aumentano il contenuto di servizio al consumo;  
    Investimenti   finalizzati   a   favorire   l’introduzione   di   sistemi   di   qualità,   anche   attraverso   la  
tracciabilità volontaria (UNI 10939/2001, ecc);  
     Investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  e
sottoprodotti dell’attività agricola e di trasformazione.  
 
Piccoli frutti  
Per  il  comparto  dei  piccoli  frutti  gli  investimenti  hanno  come  obiettivi  primari:  la  concentrazione
e    la  valorizzazione  dell’offerta,  il  miglioramento  della  qualità  e  della  salubrità  delle  produzioni.  Sono
pertanto considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
 
     Investimenti    finalizzati    a    favorire    la    concentrazione    dell’offerta    attraverso    la  
realizzazione/ammodernamento    di    strutture    per    la    conservazione,    la    trasformazione    e    la  
commercializzazione del prodotto;  
     Investimenti  finalizzati  all’introduzione    di  tecnologie    innovative  per  la  riduzione  dei  costi  di
produzione e/o la realizzazione di prodotti in linea con le tendenze di mercato;  
   Investimenti che aumentano il contenuto di servizio al consumo;  
    Investimenti   finalizzati   a   favorire   l’introduzione   di   sistemi   di   qualità,   anche   attraverso   la  
tracciabilità volontaria (UNI 10939/2001, ecc).  
 
Liquirizia   
Per il settore della liquirizia gli investimenti hanno come obiettivi: la concentrazione e  la valorizzazione
dell’offerta    del    prodotto    trasformato,    il    miglioramento    delle    caratteristiche    commerciali,    della   
qualità  e della  salubrità  delle  produzioni  e  la  realizzazione  di  prodotti  in  linea con  le  tendenze  di  
mercato.  Sono pertanto considerati prioritari, in ordine decrescente, i seguenti interventi:  
 
     Investimenti  finalizzati  alla  realizzazione/ammodernamento  di  strutture  per  la    trasformazione  e
commercializzazione del prodotto;  
     Investimenti  finalizzati  all’introduzione    di  tecnologie    innovative  per  la  riduzione  dei  costi  di
produzione e/o la diversificazione della gamma di prodotti in linea con le tendenze di mercato;  
   Investimenti che aumentano il contenuto di servizio al consumo;  
    Investimenti   finalizzati   a   favorire   l’introduzione   di   sistemi   di   qualità,   anche   attraverso   la  
tracciabilità volontaria (UNI 10939/2001, ecc);  
     Investimenti  per  la  produzione  di  energia  ad  utilizzo  aziendale  mediante  l’impiego  di  prodotti  e
sottoprodotti dell’attività agricola e di trasformazione.  
 
Vincoli e limitazioni  
Gli investimenti collegati all'uso del legno, utilizzato come materia prima, sono limitati alle sole operazioni  
di lavorazione che precedono la trasformazione industriale, sono inoltre esclusi gli investimenti relativi a:  
   costruzione  di  strutture  e  acquisto  di  attrezzature  non  strettamente  funzionali  ad  un  processo      
innovativo aziendale;  
   investimenti di mera sostituzione, così come definiti al capitolo 5.3 del PSR, ovvero quelli finalizzati
semplicemente  a  sostituire  macchinari  o  fabbricati  esistenti,  o  parti  degli  stessi,  con  edifici  o
macchinari  nuovi  e  aggiornati,  senza  aumentare  la  capacità  di  produzione  di  oltre  il  25%  o  
senza modificare  sostanzialmente  la  natura  della  produzione  o  della  tecnologia  utilizzata.  Non  
sono considerati  investimenti  di  sostituzione  la  demolizione  completa  dei  fabbricati  di  un'azienda  
che abbiano almeno 30 anni di vita e la loro sostituzione con fabbricati moderni, né il recupero completo
dei fabbricati aziendali. Il recupero è considerato completo se il suo costo ammonta al 50% almeno del
valore  del  nuovo  fabbricato.  Si  considerano  investimenti  di  sostituzione  anche  gli  investimenti  di
reimpianto relativi a colture arboree a fine ciclo (30 anni).  
   acquisto di motrici di trasporto;  
   investimenti destinati ad adeguamenti a normative  cogenti i cui termini di regolarizzazione risultino
scaduti;  
   sono  escluse  dal  finanziamento  le  aziende  in  difficoltà,  così  come  definite  dagli  orientamenti
comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà;  
gli  investimenti  finanziati  sono  soggetti  a  vincolo  di  destinazione  quinquennale  per  i  beni  mobili  e
decennale per i beni immobili.  
7Sono esclusi gli investimenti che prevedono l’utilizzo di scarti e/o rifiuti di origine non agricola.    
Per quanto riguarda la coerenza e complementarietà con il primo pilastro della PAC vale quanto riportato
al capitolo 10 del PSR.  
Si riportano le limitazioni previste per il settore:  
-  Lattiero-caseario,  il sostegno non è concesso per gli investimenti proposti da imprese che siano prime
acquirenti nei confronti dei produttori non in regola col versamento del prelievo supplementare e/o riferiti
ad    una    capacità    produttiva    non    coperta    dai    quantitativi    di    riferimento    individuali    di    cui    i    
produttori conferenti o venditori dispongono;  
-  Agro-energie,  il  limite  di  1  MW,  esclusivamente  per  gli  impianti  finalizzati  allo  smaltimento  di   
sottoprodotti agricoli o reflui zootecnici, può essere portato fino a un massimo di 2 MW, a condizione che:  
a.  gli impianti siano realizzati a livello consortile o all’interno di un progetto di filiera. In questo caso i
singoli soci devono soddisfare tutte le condizioni dei requisiti minimi della misura, in particolare la materia  
prima    dovrà    essere,    per    la    maggior    parte    (almeno    i    2/3),    di    provenienza    aziendale    e    gli  
investimenti  effettuati  dovranno  rispettare  tutti  i  pertinenti  requisiti  di  natura  ambientale  con  un  
bilancio energetico favorevole;  
b.  l’energia  prodotta  sia  finalizzata  ad  essere  utilizzata  nel  ciclo  produttivo  dei  soggetti  aderenti  
al consorzio o al progetto di filiera;   
c.  la potenzialità produttiva degli impianti sia commisurata al fabbisogno energetico annuo dei soggetti  
aderenti al consorzio o al progetto di filiera  
Si  precisa che  sono  esclusi tutti  gli  interventi  che  prevedono  l’utilizzo  di  scarti  e/o  rifiuti  di  
origine  non agricola.  
 
Impegni ed obblighi del beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento  
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione del contributo. Il PSR Calabria ha previsto, per la presente misura, i seguenti
impegni aggiuntivi che decorrono dalla liquidazione del saldo (impegni ex post) e, di fatto, prolungano i
vincoli stabiliti dall’art. 72:  
-  condurre l’azienda per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione del saldo;  
-  non  cambiare  la  destinazione  d’uso  dei  beni  mobili  ed  immobili  oggetto  di  finanziamento
rispettivamente per un periodo di 5 e 10 anni dalla liquidazione del saldo.  
Ulteriori impegni previsti per la misura:  
-    tenere  per  un  quinquennio  dalla  decisione  individuale  di  liquidazione  del  saldo  finale  la  contabilità
aziendale e rendere disponibili  i relativi dati;  
-    garantire  il  rispetto  di  requisiti  comunitari  di  nuova  introduzione  ai  sensi  dell’art.  26  paragrafo  1,
secondo  comma,  del  regolamento  (CE)  1698/2005,  entro  36  mesi  dalla  data  in  cui  il  nuovo  requisito  
acquista  efficacia  vincolante  nei  confronti  dell’azienda  del  richiedente,  nel  caso  di  investimenti
relativi all’ammodernamento delle aziende agricole finalizzati al rispetto di tali requisiti.  
 
Intensità dell’aiuto  
L’aiuto pubblico massimo concedibile è fissato in € 200.000,00 (duecentomila),  nel caso il beneficiario
attivi la  modalità  di  finanziamento  in  conto  interesse  può  essere  riconosciuto  un  investimento  
ammissibile  di importo superiore purché l’ESL non superi il massimale previsto.  
L’aiuto    è    concesso    alle    microimprese,    alle    piccole    e    medie,    così    come    definite    dalla    
raccomandazione  2003/361/CE    della    Commissione,    a    copertura    del    50%    del    costo    totale    
dell’investimento  ammesso  a finanziamento.   
Per le imprese a cui non si applica l’art. 2, paragrafo 1, della suddetta raccomandazione, che occupano
meno di  750 addetti o con un  fatturato annuo  inferiore ai 200 milioni di euro,  l’intensità   degli aiuti è
dimezzata (25%).  
 In  caso  di  investimenti  inerenti  la  produzione  di  energia  da  fonti  rinnovabili  (fotovoltaico,  biomasse,
eolico, ecc.), in presenza di una dichiarazione del beneficiario che intende avvalersi di un finanziamento
previsto dalla  normativa  nazionale  in  materia  di  energia,  potrà  richiedere  un  contributo  inferiore  
alle  percentuali stabilite.  
Nel  caso  di  aiuti  a  favore  di  prodotti  e  trasformati  fuori  allegato  I  del  Trattato  (prodotti  non  
agricoli)  il sostegno sarà concesso a norma del Reg. (CE) “de minimis” n. 1998/2006 del 15 dicembre
2006 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 379 del 28 dicembre del 2006. In questa
ambito,  si  precisa  che  i  prodotti  da  trasformare  ("in  entrata"  )  possono  solo  essere  prodotti  agricoli  
(allegato I del Trattato).  
Gli aiuti saranno erogati in conto capitale e/o conto interesse. Gli interessi sono calcolati in base all’art.
49 del Reg. (CE) 1974/2006, così come specificato nel paragrafo 5.2.7 del presente Programma.   
È  prevista  la  concessione  di  garanzie  per  finanziamenti  bancari  finalizzati  alla  realizzazione  degli  
investimenti previsti dalla presente misura. E’ possibile il cumulo con altri regimi di aiuto (es. Istituto per
lo Sviluppo dell’Agroalimentare),  legalmente in vigore,  a condizione che  il cumulo non superi l’entità di
aiuto prevista nella presente misura.   Si  accorda  un  anticipo  non  superiore  al  50%  del  finanziamento  pubblico  dietro  presentazione  di  
una fidejussione bancaria o assicurativa del 110% del suo valore.   
 
 
      
MISURA  124  -  COOPERAZIONE  PER  LO  SVILUPPO  DI  NUOVI  PRODOTTI,  PROCESSI  E  
TECNOLOGIE NEI SETTORI AGRICOLO E ALIMENTARE E IN QUELLO FORESTALE  
 
Ambito di intervento  
La  misura  prevede  di  agevolare  la  collaborazione  tra  i  diversi  soggetti  della  filiera  (produttori  
primari,  imprese  di  trasformazione,    operatori  commerciali,  imprese    di    servizio,    soggetti  pubblici   
soprattutto    quelli  impegnati  nella  ricerca  e  nella  sperimentazione)  per  incrementare  il  valore  delle
produzioni, aumentare la redditività  dei  prodotti  e  dei  servizi,  creare  nuovi  sbocchi  di  mercato,  
sperimentare  o  verificare  nuovi processi  e/o  tecnologie.  Nel  rispetto  della  tutela  dell’ambiente  è  
posta  particolare  attenzione  sui  progetti finalizzati al miglioramento della gestione dei rifiuti.   
La misura si pone i seguenti obiettivi:   
     promuovere  la progettazione  di nuovi prodotti/processi, in particolare  favorire la cooperazione  fra
imprenditori che si prefiggano, in forme innovative, di riutilizzare/recuperare i rifiuti agricoli;   
   favorire  la  commercializzazione  dei  prodotti  agricoli  e  forestali  primari,  anche  creando  nuovi
sbocchi di mercato;   
    rafforzare le filiere produttive agricole e  forestali, anche grazie alla sperimentazione e/o verifica di
nuovi    processi    e/o    tecnologie    (con    particolare    riferimento    alla    filiera    bioenergetica)    finalizzati  
anche alla ristorazione pubblica collettiva;   
   promuovere il miglioramento dei processi logistici e organizzativi.   
 
L’innovazione    di    prodotto    riguarda    prodotti    nuovi    non    esistenti    sul    mercato,    mentre    per    
innovazione  di processo si intende quella legata a metodi di produzione nuovi o sensibilmente migliorati
che introducono miglioramenti significativi.   
 
Beneficiari  
Soggetti   riuniti   in   forma   giuridico-societaria   o   in   Associazione   Temporanea   (ATI   o   ATS)   che   
abbiano stipulato  un  accordo  di  co-interesse  al  progetto  di  cooperazione.  L’accordo  di  co-interesse  
deve    essere  registrato  e  trasmesso  agli  uffici  regionali  contestualmente  alla  dichiarazione  di  inizio
attività.    
 
Le  società  o  associazioni  beneficiarie  devono  essere  costituite  da  almeno  due  soggetti  e  tra  
questi, obbligatoriamente:  
- una impresa agricola o di trasformazione e/o commercializzazione, singoli o associati;  
- un Organismo pubblico o privato appartenente al mondo della ricerca e sperimentazione  
 
Descrizione tecnica della misura  
Il sostegno è concesso esclusivamente per operazioni preliminari pre-competitive che precedono l'utilizzo  
diffuso dei prodotti, processi e tecnologie sviluppati mediante le iniziative di cooperazione.  
 
Per  attività  di  ricerca  pre-competitiva  si  intende  l’attività  di  sperimentazione-collaudo  dei  risultati  di
progetti di ricerca ritenuta matura per essere, prima dell’immissione sul mercato, testata in campo al fine
di essere trasferita ed immediatamente utilizzata dagli operatori del settore interessato.   
 
Possono  partecipare  al  progetto  di  cooperazione  le  imprese  agricole  e  forestali  di  produzione,  di  
trasformazione    e/o    commercializzazione    che    operano    nei    settori    precedentemente    indicati,    le   
imprese  di servizio all'attività agricola-forestale e/o agroindustriale, i soggetti pubblici e privati impegnati
nel campo della ricerca e sperimentazione pre - competitiva.  
La fase della produzione agricola di base e/o di trasformazione e commercializzazione (aziende agricole
e/o forestali)  deve  essere  obbligatoriamente  coinvolta  nel  progetto  di  cooperazione,  così  come  
deve    essere  garantito  il  coinvolgimento  nel  progetto  di  un  soggetto,  tra  quelli  previsti,  portatore  dei
risultati della ricerca (Enti di ricerca, Università, CNR, CRA, ENEA, INEA, ecc.).  
 
Interventi ammissibili  
I  progetti  di  cooperazione  devono  prevedere  investimenti  materiali  e  immateriali  finalizzati  alla  
realizzazione di  almeno una delle seguenti azioni:  
   creazione di nuovi sbocchi commerciali per specifici prodotti/produzioni;  
   sviluppare nuovi prodotti/produzioni;  
   sviluppare nuove tecnologie e/o sistemi di lavoro innovativi.  
 
 I  settori  prioritariamente  interessati  dalla  misura  sono:  olivicoltura,  agrumicoltura,  zootecnia,  orto-
frutta, florovivaismo,  agroenergie,  bosco-legno,  vitivinicoltura  e  castanicoltura.  Essi  potranno  essere  
coinvolti intersettorialmente.  
 
 
Impegni ed obblighi del beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento  
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione  del  contributo.  Il  PSR  Calabria  ha  previsto,  per  la  presente  misura,  il  
seguente    impegno  aggiuntivo  che  decorre  dalla  liquidazione  del  saldo  (impegni  ex  post)  e,  di  fatto,  
prolunga i vincoli stabiliti dall’art. 72:  
-  non cambiare la destinazione d’uso dei beni mobili oggetto di finanziamento per un periodo di 5 anni
dalla liquidazione del saldo.  
Ulteriori impegni previsti per la misura:  
-  non modificare la composizione del partenariato di scopo  almeno per la durata della ricerca, così come
indicato nel progetto, salvo modifiche approvate dall’ufficio competente della Regione.    
 
Intensità dell’aiuto  
Gli aiuti saranno erogati in conto capitale e/o conto interesse.   
È  prevista  la  concessione  di  garanzie  per  finanziamenti  bancari  finalizzati  alla  realizzazione  degli
investimenti previsti nella presente misura, il tasso di riferimento è 80% della spesa ammissibile.   
L’importo massimo totale di sostegno è di € 200.000.   
Il  finanziamento  si  applica  alle  imprese  che  lavorano  prodotti  da  trasformare  e  trasformati  inclusi
nell’Allegato I del Trattato. Nel caso di aiuti a favore di prodotti e trasformati fuori allegato I del Trattato
(prodotti non agricoli) si applicano le condizioni del Reg. (CE) “de minimis” n. 1998/2006 del 15 dicembre
2006.  In  questa  ambito,  si  precisa  che  i  prodotti  da  trasformare  ("in  entrata"  )  possono  solo  essere  
prodotti agricoli (allegato I del Trattato).   
      
 
MISURA 133  - AZIONI DI INFORMAZIONE E PROMOZIONE  
 
 
Ambito di intervento  
Con la presente misura si prevede la concessione di un aiuto economico finalizzato alla informazione ed
alla diffusione  delle  informazioni  di  prodotti  tutelati  nell’ambito  dei  sistemi  di  qualità  elencati  nella  
scheda relativa alla misura n. 132 “Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare” (art.
20,  c,  ii/art.  32   Reg.   (CE)   n.   1698   /2005),   al   fine   di   diffonderne   il   consumo,   di   favorirne   
l’aumento  del  valore commerciale,  accrescendone  il  valore  aggiunto  ed  espanderne  gli  sbocchi  del  
mercato  nazionale  ed internazionale.   
Gli obiettivi della misura sono i seguenti:   
   informare i consumatori sulle caratteristiche dei prodotti che rientrano nei sistemi di qualità, nonché
sui  metodi  di  produzione,  il  benessere  degli  animali  e  il  rispetto  dell’ambiente  connessi  alla
partecipazione agli schemi di qualità;   
   ampliare  e  valorizzare  il  mercato  di  tali  prodotti,  promuovendone  l’immagine  verso  i  diversi
operatori del mercato.   
 
Beneficiari  
Associazioni di produttori sotto qualsiasi forma.   
Per   associazioni   di   produttori   si   intende   un’organizzazione,   di   qualsiasi   natura   giuridica,   che   
raggruppa  operatori  partecipanti  attivamente  ad  un  sistema  di  qualità  sulla  base  di  quanto  indicato
dall’art. 32 del Reg. (CE) 1698/2005.   
Non  sono  considerate  come  “associazioni  di  produttori”  le  organizzazioni  professionali  e/o
interprofessionali che rappresentano uno o più settori.  
I  beneficiari  individuati  possono partecipare  anche  riuniti  in  Associazioni  Temporanee  d’Impresa  (ATI),
alle  quali  possono  aderire,  solo  per  finalità  strumentali  collegate  alla  realizzazione  delle  attività,  le
C.C.I.A.A o altri soggetti pubblici o privati coinvolti nell'iniziativa.   
Il ruolo di capofila dell’ATI potrà essere rivestito solo dai soggetti beneficiari sopra individuati.   
Ciascun  soggetto  beneficiario,  direttamente  o  in  Associazione  Temporanea  d’Impresa,  non    può
presentare più di un progetto riferito ad uno stesso prodotto di qualità, di cui al paragrafo successivo.  
   
Descrizione tecnica della misura  
La  misura  consente  il  finanziamento  di  attività  di  informazione,  pubblicità  e  promozione  sul  mercato
interno di prodotti di qualità sostenuti nella misura 132, quali:  
1. prodotti ottenuti con metodo biologico ai sensi del regolamento Reg. (CE) n. 834/2007;  
2. prodotti DOP e IGP riconosciuti ai sensi del Reg. (CE) 510/2006:     Salumi di Calabria DOP (Salsiccia, Soppressata, Pancetta e capocollo);  
   Caciocavallo Silano DOP;  
   Olio Bruzio DOP, Olio di Lamezia DOP, Olio Alto Crotonese DOP;  
   Olio essenziale di Bergamotto DOP;  
   Clementine di Calabria IGP;  
   Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP;  
   Patata della Sila IGP;  
   Fichi di Cosenza DOP;  
   Liquirizia di Calabria DOP;  
   Limoni di Rocca Imperiale IGP;  
 
3. Vini DOC riconosciuti ai sensi del Reg. (CE) 1493/99 (titolo IV):   
DOC Cirò, Melissa, S. Anna di Isola Capo Rizzuto, Savuto, Lamezia, Scavigna, Greco di Bianco, Bivongi,  
Terre di Cosenza;  
      
4. Vini IGT che sono riconosciuti ai sensi della Legge Nazionale n. 164/92 e s.m.i e certificati quali vini  
IGP, ai sensi del Reg. (CE) n. 491/2009: Arghillà ,Costa Viola, Condoleo, Calabria, Esaro, Lipuda, Locride,  
Palizzi, Pellaro, Scilla, Val di Neto, Valdamato, Valle del Crati.  
 
Sono previste le seguenti tipologie di intervento:   
   informazione ai consumatori finalizzata a mettere  in luce le  caratteristiche  o i vantaggi specifici dei
prodotti  relativamente  alla  loro  qualità,  i  peculiari  metodi  di  produzione,  il  grado  elevato  di  tutela  del
benessere  animale  e dell’ambiente  prescritto  dal  sistema di qualità  alimentare,  nonché  la  diffusione  di
conoscenze scientifiche e tecniche sugli stessi prodotti;   
   realizzazione  di  azioni  di  informazione,  pubblicità  e  promozione  mirate  alla  diffusione  della
conoscenza  delle  produzioni  di  qualità  e  alla  valorizzazione  della  loro  immagine  presso  i  diversi
soggetti  del  mercato  attraverso  i  diversi  canali  di  comunicazione  e/o  nel  punto  vendita.  Sono  incluse
azioni mirate di trade marketing rivolte agli operatori commerciali;   
   organizzazioni di fiere ed esposizioni e/o la partecipazione alle stesse (in particolare costo per l’area
espositiva, costo allestimento e realizzazione Stand, costo personale Stand),   
   manifestazioni, mostre ed eventi pubblici di importanza nazionale ed internazionale per promuovere
l’immagine dei prodotti.   
 
Interventi ammissibili  
Le tipologie di spesa ammissibile sono:  
   la realizzazione di materiale informativo e pubblicitario;  
   l’acquisto  di  spazi  pubblicitari  presso  i  diversi  mezzi  di  comunicazione  (televisione,  radio,  carta  
stampata, ecc.);  
   realizzazione cartellonistica;  
   attività promozionale e pubblicitaria;  
   organizzazione/partecipazione a fiere, esposizioni, workshop, degustazioni;  
   trasporto e assicurazione dei prodotti e dei materiali;  
   trasferte, vitto e alloggio (nel caso di utilizzo di mezzo proprio, l’indennità chilometrica ammessa è  
pari a quella stabilita per i dipendenti della Regione );  
   affitti e noleggi di attrezzature;  
   realizzazione  di  una  vetrina  di  promozione  dei  prodotti  di  qualità  sostenuti  nella  misura  132,  
attraverso la costruzione di un sito internet.   
   progettazione iniziative di comunicazione, elaborazione tecnica e grafica, ideazione testi, traduzione,
stampa, riproduzione supporti cartacei e multimediali;  
 
Sono ammissibili le  spese generali, comprendendo anche  le  attività  di coordinamento e  organizzazione
del progetto, connesse agli interventi di cui sopra per un massimo del 10% del progetto finanziato.  
 
In ogni caso non sono ammissibili le spese relative a :    
   costi interni di personale;  
   spese relative alla “dotazione” obbligatoria per la commercializzazione del prodotto;  
   spese per le attività di informazione, promozione e pubblicitarie al di fuori del mercato interno.  
   le attività mirate alla promozione di una particolare marca commerciale.  
 
 
Impegni del beneficiario  
Tutti  i  beneficiari  delle  misure  del  PSR  sono  impegnati,  tra  l’altro,  al  rispetto  dell’art.  72  del  
Regolamento (CE) 1698/2005 che impone il mantenimento delle operazioni di investimento per 5 anni a  
partire dalla concessione del contributo.   
Ulteriori impegni previsti per la misura:  -  non  cumulare  gli  aiuti  concessi  ai  sensi  della  presente  misura,  per  la  realizzazione  della  stessa  
iniziativa con gli aiuti concessi nell’ambito del Reg. (CE) n.  3/2008.  
 
Intensità dell’aiuto  
La misura prevede un aiuto pari al 70% della spesa ammissibile.  
L’importo  massimo  ammissibile  per  singolo progetto è  pari  a  1,5  M€.  Non possono  presentare  istanza
coloro i quali hanno in corso un investimento sulla medesima misura.  
 
 
      
MISURA 227  - SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI NON PRODUTTIVI  
 
1.  Base giuridica  
Art. 36 (b) (vii) e art. 49 del Regolamento (CE) n. 1698/05.  
Punto 5.3.2.2.7 dell’Allegato II del Regolamento (CE) n. 1974/06.  
 
2.  Descrizione tecnica della misura   
La misura ha l’obiettivo di incentivare i selvicoltori e i detentori di superfici forestali a realizzare opere di
pubblica  utilità  (consistenti  in  beni  non  commerciabili  oppure  servizi  di  manutenzione  ambientale)  
non  vantaggiose    dal    punto    di    vista    economico    privato,    ma    che    comportano    una    gestione   
migliorativa    del  territorio  (azione  1)  e  una  migliore  fruibilità  pubblica  dello  stesso  (azione  2).  In
particolare:  
 
Azione 1:  
tale  azione  riguarda  interventi  relativi  ad  investimenti  conservativi  del  territorio  forestale  ispirati  
all’ingegneria   naturalistica,   accordando   la   preferenza   ad   interventi   a   gravità   od   a   secco.   In   
particolare, rientrano  in  questa  tipologia  la  sistemazione  dei  versanti  instabili,  la  regimazione  dei  
corsi  d’acqua,  la manutenzione della vegetazione riparia, ecc. …  
 
Azione 2:  
Tale  azione  concerne   interventi  di  realizzazione  e   ripristino  della  sentieristica  e  della  viabilità  
minore  forestale   (secondo   i   principi   dell’ingegneria   naturalistica),   dei   percorsi   didattici,   nonché  
interventi  per  la confinazione,  le  recinzioni,  le  staccionate  rustiche  e  la  tabellazione  delle  riserve  
forestali  o  di  altre  aree forestali  di  interesse  naturalistico.  Rientrano  tra  gli  interventi  previsti  
dall’azione,   sempre   nel   rispetto dell’ingegneria  naturalistica,  anche  la  realizzazione ed il  ripristino di
punti di informazione, di osservazione della fauna, di aree di sosta, di giardini botanici, ecc..  
 
3.  Beneficiari  
Imprenditori forestali singoli ed associati, altri soggetti pubblici e privati conduttori di superfici  forestali  
 
4.  Localizzazione  
Le superfici forestali di tutto il territorio regionale, con priorità per le superfici forestali appartenenti alla  
Rete  Natura  2000  e  per  le  superfici  che  ricadono  nelle  aree  agricole  e  forestali  ad  elevato  
valore naturalistico.  
 
6.  Interventi ammissibili  
Le  spese  ammissibili  sono  quelle  sostenute  per  la  realizzazione  degli  interventi  previsti  dal  progetto,
redatto  sulla  base  dei  prezzi  contenuti  nell’“Elenco  regionale  prezzi  per  opere  forestali”  vigente.  Sono
comprese  le  spese  sostenute  dal  beneficiario  per  lavori,  acquisti,  spese  generali  e  progettazione
necessarie alla corretta esecuzione dell’intervento.   
 
7.  Vincoli e limitazioni  
   le azioni si devono riferire a interventi con finalità non produttiva.  
   sono esclusi, nell’ambito delle azioni proposte, gli interventi di manutenzione ordinaria  
 
8.  Demarcazioni con il fondo FESR  
Gli interventi previsti in questa misura non saranno finanziati dal FESR.  
 
9.  Impegni assunti dal beneficiario  
 Tutti  i  beneficiari  delle  misure  del  PSR  sono  impegnati,  tra  l’altro,  al  rispetto  dell’art.  72  del  
Regolamento (CE) 1698/2005 che impone il mantenimento delle operazioni di investimento per 5 anni a  
partire dalla concessione del contributo.   
Ulteriori impegni previsti per la misura:  
   mantenimento delle opere e dei lavori eseguiti per un periodo non inferiore ai 10 anni  a decorrere
dalla decisione individuale di concessione dell’aiuto.     Per l’azione 2, garantire la fruibilità pubblica delle opere realizzate  
 
11. Intensità dell’aiuto  
La misura prevede un contributo differenziato a seconda del beneficiario:  
a)  100% della spesa ammissibile per i progetti ricadenti nelle aree forestali di proprietà pubblica.   
b)  80% della spesa ammissibile per i progetti ricadenti nelle aree di proprietà privata.  
 
 
MISURA 311  - DIVERSIFICAZIONE IN ATTIVITÀ NON AGRICOLE  
 
1.  Base giuridica  
Artt. 52, lett. a), i) e 53 Reg. CE 1698/2005  
Art. 35 e punto 5.3.3.1.1, allegato II del Reg. CE 1974/2006  
 
2.  Descrizione tecnica della misura  
Gli interventi previsti sostengono lo sviluppo di  un  solido sistema economico  e sociale nelle aree rurali  
esaltando   il   ruolo   multifunzionale   dell’impresa   agricola,   non   più   solo   produttrice   di   beni   ma  
anche    di  servizi:  sociali,  ambientali,  formativi,  turistico  e  ricreativi.  Si  tratta  di  funzioni  che
rappresentano modalità d’integrazione  del  reddito  aziendale    e  opportunità  per  assorbire  il  lavoro  
familiare    in    eccesso    ma    che  possono  svolgere  anche  un  ruolo  fondamentale  per  la  crescita,  
l’occupazione  e  lo  sviluppo  sostenibile  delle  aree  rurali.  Infatti,  la  dotazione  di  servizi  alla  popolazione
disponibili su un territorio, anche  attraverso la riqualificazione   delle   attività   delle   imprese   agricole,  
consente  di  invertire  cicli  demografici  negativi  e  favorire  la  creazione  di  nuova  occupazione,  
specie   giovanile   e   femminile.   Questa  nuova   funzione dell’impresa  agricola è  peraltro riconosciuta
dalla legge di  orientamento in agricoltura (artt. 14 e 15 del decreto 228/01) che prevede la possibilità di
stipula di contratti di collaborazione e convenzioni tra imprese agricole  e  pubbliche  amministrazioni  per  
l’erogazione  di  servizi  alle  persone  e  alle  famiglie  o  per  lo svolgimento di attività per la cura  e
salvaguardia ambientale.   
 
La misura si articola nelle seguenti azioni:  
Azione 1: Creazione e consolidamento dell’ospitalità agrituristica  
Le tipologie di operazioni nell’ambito dell’azione 1 sono le seguenti:  
   ristrutturazione e miglioramento di fabbricati rurali da destinare all’ospitalità agrituristica (creazione di
posti letto e di ristoro,  aree attrezzate per il tempo libero, allestimento aree di spazi attrezzati per la
sosta  di  tende,  allestimento    di  spazi  attrezzati  per  lo  svolgimento    di  attività  culturali  e  sportive,
escursionistiche  e  ippoturistiche  degli  ospiti,  allestimento  di  spazi  da   finalizzare  al  servizio  di
custodia dei cani inteso come servizio offerto agli ospiti dell’agriturismo);  
   acquisto attrezzatura per lo svolgimento delle attività previste;  
Azione  2:  Creazione  e  consolidamento  di  imprese  agricole  multifunzionali  innovative  quali   
fattorie sociali, fattorie didattiche, fattorie creative ed eco-fattorie.   
Le tipologie di operazioni nell’ambito dell’azione 2 sono le seguenti:  
   ristrutturazione  e  adeguamento  di  fabbricati  rurali  e  acquisto attrezzatura per  lo  svolgimento  
delle attività previste. Trattasi di attività non agricole;  
   ristrutturazione e adeguamento di fabbricati rurali e acquisto attrezzature per la creazione di spacci in  
azienda per la vendita dei prodotti artigianali aziendali prevalentemente non agricoli;  
 
3.  Beneficiari  
Aziende agricole singole e associate, e/o membri della famiglia agricola (per come definiti nell’art. 35 del  
regolamento 1974/2006).  
 
4.  Localizzazione degli interventi  
Le  aree  eleggibili  agli  interventi  sono  unicamente  quelle  ricadenti  nelle  aree  di  cui  all’allegato  
“Comuni eleggibili”.  
 
6.  Impegni assunti dal beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento  
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione del contributo. Il PSR Calabria ha previsto, per la presente misura, i seguenti
impegni aggiuntivi che decorrono dalla liquidazione del saldo (impegni ex post) e, di fatto, prolungano i
vincoli stabiliti dall’art. 72:  
   condurre l’azienda per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione del saldo;  
   non  cambiare  la  destinazione  d’uso  dei  beni  mobili  ed  immobili  oggetto  di  finanziamento
rispettivamente per un periodo di 5 e 10 anni dalla liquidazione del saldo.  
Ulteriori impegni previsti dalla misura:     conformarsi alle disposizioni della legge Regionale 30 aprile 2009, n. 14, avente ad oggetto "Nuova
disciplina per l'esercizio dell'attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole" (BUR n.  
8 del 30 aprile 2009, supplemento straordinario n. 5 del 9 maggio 2009) e s.m.i.  
 
7.  Intensità del sostegno  
L’aiuto  pubblico  massimo  ammissibile  per  beneficiario  è  pari  a  200.000  euro.  Il  sostegno  è  
concesso    a  norma  del  Reg.  (CE)  “de  minimis”  n.  1998/2006  del  15  dicembre  2006  pubblicato  sulla  
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 379 del 28 dicembre del 2006. L’intensità pubblica d’aiuto è
pari al 50%.  
 
 
MISURA 312: SOSTEGNO ALLA CREAZIONE E ALLO SVILUPPO DELLE IMPRESE  
 
Base giuridica  
Artt. 52, lett. a), punto ii) e 54 Reg. CE 1698/2005  
Punto 5.3.3.1.1, allegato II del Reg. CE 1974/2006  
 
Descrizione tecnica della misura  
Nelle  aree  rurali  calabresi,  ai  fenomeni  di  erosione  economica  e  sociale  si  associa  la  mancanza  
di diversificazione del sistema economico produttivo. D’altra parte va considerato che lo sviluppo non può  
partire solo dall’agricoltura che per decenni ha dovuto sopperire alle deficienze degli altri settori, ma deve  
passare attraverso una diversificazione delle attività economiche. L’intervento mira quindi a rivitalizzare il  
sistema economico delle aree rurali anche attraverso la nascita e lo sviluppo di microimprese. In tal modo
si contribuisce a contrastare il declino economico e sociale nonché lo spopolamento delle aree rurali.   
 
La  misura  sostiene  i  seguenti  interventi  relativi  alla  creazione  e  allo  sviluppo  delle  micro-imprese
artigiane, commerciali e del turismo di cui alla raccomandazione 2003/361/CE:   
 
Azione  1:  Sostegno  per  la  creazione  e/o  lo  sviluppo  di  micro-imprese artigiane:  tale  azione  
sostiene  gli investimenti  strutturali,  l’acquisto  di  attrezzature,  gli  investimenti  immateriali  e  -  solo  
nel  caso  della creazione  di  microimprese  -  le  spese  di  gestione  per  l’avvio  dell'impresa,  per  
attività  artigianali  che utilizzino  nel  processo  di  produzione  materia  prima  agricola  per  ottenere  
prodotti  non  compresi nell’Allegato I del Trattato dell’UE (prodotti non agricoli) e che incorporano al loro
interno caratteristiche tipiche del territorio.   
 
Azione 2: Sostegno per la creazione e/o lo sviluppo delle micro-imprese commerciali e del turismo: tale  
azione sostiene gli investimenti strutturali, l’acquisto di attrezzature, gli investimenti immateriali e  - solo  
nel  caso  della  creazione  di  microimprese  -  le  spese  di  gestione  per  l’avvio  dell'impresa,  per  
attività  commerciali    di    prodotti    e    di    servizi    e    per    attività    nel    settore    del    turismo    rurale,    
comunque  strettamente connessi alla promozione del territorio e delle sue tipicità locali.   
Gli  investimenti  dovranno  essere  adeguatamente  inseriti  nel  contesto  e  rispettosi  dell’ambiente  
rurale, mediante il ricorso a materiali edili tradizionalmente utilizzati nella zona e/o tipologie costruttive
tipiche locali.  
  Saranno ammessi a finanziamento anche interventi per la creazione e/o lo sviluppo di micro-imprese  
commerciali che svolgono attività di ristorazione in modo specifico per la somministrazione di piatti tipici  
che incorporano, in modo prevalente, le caratteristiche del territorio.   
Nel  caso  di  interventi  inerenti  la  ristorazione  deve  essere  rispettato  il  numero  massimo  di  25  
posti mensa.   
 
Beneficiari  
Microimprese artigiane, commerciali e del turismo esistenti o nuove micro-imprese artigiane, commerciali
e del turismo così come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE.  
I  beneficiari  per  la  "Piccola  Ristorazione"  sono  le  microimprese  iscritte  al  Registro  delle  Imprese  per  i
codici  di    attività    Divisione    56    “Attività    dei    servizi    di    ristorazione”,    limitatamente    ai    seguenti   
codici:  56.10.11 (Ristorazione con somministrazione); 56.10.20 (Ristorazione con somministrazione con
preparazione di cibi di asporto).  
 
Localizzazione  
Le  aree  eleggibili  agli  interventi  sono  unicamente  quelle  ricadenti  nelle  aree  di  cui  all’allegato  
“Comuni eleggibili”.  
 
 Impegni e obblighi del beneficiario  
Tutti i beneficiari delle misure del PSR sono impegnati, tra l’altro, al rispetto dell’art. 72 del Regolamento  
(CE)  1698/2005  che  impone  il  mantenimento  delle  operazioni  di  investimento  per  5  anni  a  
partire  dalla concessione del contributo. Il PSR Calabria ha previsto, per la presente misura, i seguenti impegni aggiuntivi che decorrono dalla liquidazione del saldo (impegni ex post) e, di fatto, prolungano i
vincoli stabiliti dall’art. 72:  
   condurre l’azienda per un periodo minimo di 5 anni dalla liquidazione del saldo;  
   non  cambiare  la  destinazione  d’uso  dei  beni  mobili  ed  immobili  oggetto  di  finanziamento
rispettivamente per un periodo di 5 e 10 anni dalla liquidazione del saldo.  
   rispettare le prescrizioni previste dalla normativa applicabile in materia di microimpresa.  
 
Entità del sostegno  
L’aiuto pubblico massimo ammissibile per beneficiario,  è pari a 200.000 euro. Il sostegno è concesso a  
norma  del  regolamento  de  minimis  n°  1998/2006  del  15  dicembre  2006  pubblicato  sulla  Gazzetta
Ufficiale  dell’Unione  Europea  n.  L.  379 del 28 dicembre  del 2006.  L’intensità  pubblica  d’aiuto è  pari  al
50%.  
 
 
MISURA 323  –  TUTELA E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO RURALE  
 
Base giuridica  
Artt. 52, lett. b), punto iii) e 57 Reg. CE 1698/2005  
Punto 5.3.3.2.3, allegato II del Reg. CE 1974/2006  
 
Descrizione tecnica della misura  
La  misura  prevede  interventi  per  la  tutela  e  salvaguardia  del  patrimonio  rurale  allo  scopo  di  
aumentare  l’attrattività  delle  aree  rurali.  La  conservazione  e  riqualificazione  del  paesaggio  e
dell’architettura rurale è fondamentale  non  solo  per  tutelare  e  tramandare  la  cultura  rurale  locale  
ma  anche  per  contribuire  al miglioramento  della  vita  nelle  aree  rurali.  La  ruralità  calabrese  è  
caratterizzata    dalla    presenza    di    un  considerevole    patrimonio    architettonico-culturale.    Ne    è   
testimone  la  presenza  diffusa  nelle  proprietà  dei piccoli agricoltori e al di fuori delle stesse di “casini”,
ville rurali, torri, strutture comuni per i coloni, antichi mulini,  abbeveratoi  comuni,  antichi  frantoi  ecc.  
Si  tratta  di  un  patrimonio  culturale  rilevante  ovvero  di edifici rurali o elementi rurali di interesse
comune  per  il  valore  che  hanno  nel  raccontare  e  conservare  il  mondo    contadino.    Riqualificare    tale   
patrimonio   contribuisce   a   accrescere   il   valore   delle   aree   rurali  soprattutto  in  termini  di  turismo  
culturale.  
Nell’ambito    di    questa    misura,    sono    ammissibili    gli    investimenti    mirati    al    recupero    di    
edifici/strutture importanti  dal  punto  di  vista  architettonico,  storico,  economico  o  culturale  facenti  
parte  del  patrimonio rurale al fine di una utilizzazione pubblica dell’edificio/struttura (es. museo cultura
contadina).   
 
Beneficiari  
Beneficiari della misura sono i soggetti detentori del bene oggetto dell’intervento.   
I beneficiari della misura 323 sono esonerati dal produrre l’iscrizione alla CCIAA.  
 
Localizzazione  
Le  aree  eleggibili  agli  interventi  sono  unicamente  quelle  ricadenti  nelle  aree  di  cui  all’allegato  
“Comuni eleggibili”.  
 
Intensità del sostegno  
L’aiuto pubblico massimo ammissibile per beneficiario è pari a 200.000 euro. Il sostegno è concesso a
norma  del    regolamento    "de    minimis"    n.    1998/2006    del    15    dicembre    2006    pubblicato    sulla    
Gazzetta  Ufficiale dell’Unione Europea n. L. 379 del 28 dicembre del 2006.  
L’intensità pubblica d’aiuto è pari al 50% per i privati. Per gli Enti pubblici, limitatamente agli interventi
non aventi finalità economica, l’intensità d’aiuto è pari al 100%.  
 
___________________________________________________________________
 
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare  
Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’energia  
 
DECRETO  PER  LA  PROMOZIONE  DEI  SISTEMI  DI  GESTIONE  AMBIENTALE  NELLE  PICCOLE  E
MEDIE IMPRESE.
Rimborso  delle  spese  sostenute  per  l’acquisizione  di  servizi  reali  di  consulenza  ed  assistenza,  volti  ad
attivare Sistemi di Gestione Ambientale ai sensi del Regolamento EMAS e/o della Norma internazionale
UNI EN ISO 14001.
 
SOGGETTI DESTINATARI E SOGGETTI ESCLUSI  
Sono  ammesse  alle  richieste  di  contributo  le  micro,  piccole  e  medie  imprese  (di  seguito  PMI)  produttrici  di  beni  e/o  servizi  ed  attive  sull’intero  territorio  nazionale  regolarmente  costituite  ed  
iscritte alla relativa Camera di Commercio, Industria e Artigianato alla data di presentazione della  
domanda.   
Il  contributo  di  cui  al  presente  regime  non  può  essere  concesso  ai  sensi  del  Regolamento  
1998/2006/CE:  
•  alle imprese appartenenti al settore della pesca e dell’acquacoltura;  
•  alle  imprese  attive  nel  settore  della  produzione  primaria  dei  prodotti  agricoli  di  cui all’Allegato I
del Trattato;  
•  alle  imprese  attive  nel  settore  della  trasformazione  e  commercializzazione  di  prodotti agricoli
elencati nell’Allegato 1 del Trattato, nei casi previsti dai punti i) e ii) della lettera c) del medesimo art. 1.  
•  per  attività  connesse  all’esportazione  (aiuti  connessi  ai  quantitativi  esportati,  alla costituzione  e  
gestione  di  una  rete  di  distribuzione  o  ad  altre  spese  correnti  inerenti all’attività di esportazione).  
•    per    gli    aiuti    condizionati    all’impiego    preferenziale    di    prodotti    interni    rispetto    ai    prodotti
importati;  
•  alle imprese attive nel settore carbonifero;  
•  per  aiuti  destinati  all’acquisto  di  veicoli  per  il  trasporto  di  merci  su  strada  da  parte  di imprese
di trasporto merci su strada per conto terzi;  
•  per aiuti concessi a imprese in difficoltà secondo la definizione comunitaria.
Requisiti per la presentazione della domanda sono:  
•  disporre di CODICE ATECO primario corrispondente a quello del certificato ambientale;  
•  rientrare nella normativa comunitaria “de minimis” vigente in materia di aiuti di Stato;  
•  rispettare le disposizioni comunitarie di riferimento nell’ambito della definizione di PMI;  
•  non avere pendenze fiscali/contributive e  rispettare  le normative in materia di sicurezza e salute sul
lavoro;  
•  non essere soggetti a procedure concorsuali o liquidazione.
 
TIPOLOGIE DI INTERVENTO  
I contributi di cui al presente decreto sono finalizzati a favorire l’acquisizione di servizi reali da parte delle
PMI per una sola delle seguenti tipologie di intervento:   
1) la verifica e la registrazione dell’organizzazione ai sensi del Regolamento EMAS;  
2) la certificazione del Sistema di Gestione Ambientale  ai sensi della norma internazionale  UNI EN ISO
14001;  
3)  la  verifica  e  la  registrazione  EMAS  di  organizzazioni  già  certificate  ai  sensi  della  norma
internazionale UNI EN ISO 14001.  
Il  contributo  verrà  concesso  mediante  “procedura  a  rimborso”  alle  imprese  che  abbiano  ottenuto  la
registrazione  EMAS  o  la  certificazione  ai  sensi  della  Norma  internazionale  UNI  EN  ISO  14001  a partire  
dalla  data  di  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  Italiana  del  decreto 2230 del 7
maggio 2003  (pubblicato sulla G.U. serie generale n. 232 del 6 ottobre 2003). Farà fede la data apposta
sul certificato rilasciato dall’Ente competente.   
 
SPESE AMMISSIBILI  
Sono    ammissibili,    nell’ambito    degli    interventi    descritti    al    precedente    articolo    3,    le    spese
direttamente    riferibili    ai    servizi    di    consulenza    alle    imprese,    conformi    al    processo    di  
certificazione/registrazione.   
Ai fini dell’erogazione del contributo le spese sostenute devono essere regolarmente quietanzate.  
Condizione necessaria è che i costi e le prestazioni risultino da specifici contratti sottoscritti tra le parti.  
Sono ammissibili al contributo le spese di seguito elencate:  
a)  per  consulenza  qualificata  finalizzata  alla  definizione/progettazione  del  Sistema  di  Gestione
Ambientale;  
b) per l’ente di verifica e di certificazione;  
c) per la realizzazione delle indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale (a titolo di esempio: analisi
delle emissioni, analisi degli scarichi, carotaggi, analisi fonometriche).   
  4d)  per  la formazione  specifica, sia per gli  addetti  dell’impresa  sia per  il  Responsabile  del  Sistema di
Gestione Ambientale della stessa;  
e) per la comunicazione ambientale: diffusione della politica/dichiarazione ambientale (in caso di EMAS),
comunicazioni con le Istituzioni, la comunità locale e le realtà produttive relativamente al riconoscimento
ottenuto, realizzazione di un’area ambientale del sito internet.
 
CONTRIBUTI  
Le  risorse  per  l’attuazione  del  presente  decreto  sono  rappresentate  dalle  somme  che  residuano  
rispetto   allo   stanziamento   iniziale   di   cui   al   DEC/SVS/03/2232   del   7   maggio   2003   citato   in  
premessa.  
Il 30% del fondo residuo, calcolato su base annua, sarà destinato alle Regioni del Mezzogiorno, ai sensi
del punto 3 della Delibera CIPE n. 63 del 02 agosto 2002 di cui alle premesse.  Ai  sensi  di  quanto  stabilito  dall’art.  3,  le  agevolazioni  concedibili,  corrisposte  nella  forma  di
contributo  in  conto  capitale,  sono  ripartite  in  rapporto  alla  tipologia  di  investimento  ed  alla
dimensione dell’impresa:  
 
Per le micro e piccole imprese :  
per  la tipologia  di  intervento 1):  contributo  pari  all’80%  della spesa  ritenuta  ammissibile.  Il  contributo
non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 15.000 euro;  
per la tipologia di intervento  2): contributo pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile.   Il contributo
non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro;  
per  la  tipologia  di  intervento  3):  contributo  pari  all’80%  della  spesa  ritenuta  ammissibile.  Il
contributo non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro.  
 
Per le medie imprese:  
per la tipologia di intervento 1): contributo pari al 75%  della  spesa ritenuta  ammissibile.   il contributo
non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 30.000 euro;  
per la tipologia di intervento  2): contributo pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile.   Il contributo
non potrà, in ogni caso, superare la soglia di 16.000 euro;  
per la tipologia di intervento 3): contributo pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile. Il contributo non
potrà, in ogni caso, superare la soglia di 7.500 euro.  

  INCENTIVI PER PROGRAMMI DI INVESTIMENTO
  • D.Lgs.185/00 “Autoimprenditorialità”agevolazioni a fondo perduto, mutuo agevolato e conto gestione, per la creazione e lo sviluppo di imprese costituite da giovani nelle aree depresse attraverso: Consulenza, analisi di fattibilità economico finanziaria, predisposizione di piani d’impresa finalizzati alla richiesta di incentivi per programmi di investimento:

Capo I - Produzione di beni nei settori dell'agricoltura, dell'industria o dell'artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese.

Investimenti previsti non superiori a € 2.582.000

Capo II - Fornitura di servizi nei settori della fruizione dei beni culturali, del turismo, della manutenzioni di opere civili e industriali, della tutela ambientale, dell'innovazione tecnologica, dell'agricoltura e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali.

Investimenti previsti non superiori a € 516.000

Capo IV - Produzione di beni in agricoltura, industria e artigianato e fornitura di servizi a favore delle imprese realizzate da Cooperative sociali di tipo b). Investimenti previsti non superiori a € 516.000.

  • lavoro D.Lgs.185/00 “Autoimpiego”inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione attraverso la creazione di imprese di piccola dimensione nelle aree economicamente svantaggiate attraverso:lavoro2

Lavoro Autonomo (ditta individuale). Investimenti fino a € 25.823

Microimpresa (società di persone). Investimenti fino a  € 129.114

Franchising (ditta individuale o società).

  • Contratto di sviluppoRealizzazione investimenti di rilevanti dimensioni, da 7,5 a 30 milioni di euro.
  • L.215/92azioni a favore dell’imprenditoria femminile.
  • POR Regione Calabria: Programmi di investimenti agevolati a valere sulle misure del POR, attraverso bandi della Regione Calabria, Comunità Montane, GAL, Camere di Commercio ed altri Enti Intermedi.
  • PSR Calabria: Programmi di investimenti agevolati a valere sulle misure del PSR Regionale nel settore agricoltura.

FINANZA ORDINARIA

  • Finanziamenti a tasso di mercato in Euro o valuta.
  • Cofinanziamenti: finanziamenti a copertura del piano finanziario di investimenti agevolati dalla legislazione regionale o nazionale.
  • Leasing: ordinari ed agevolati.
  • Fondo Nazionale di garanzia: A copertura di finanziamenti concessi dagli istituti bancari/finanziari, attraverso il Fondo di Garanzia per le PMI (L.662/96)
  • Finanziamenti bancari diretti. In convenzione con
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