volantino Il Fondo Centrale di Garanziasostiene lo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese Italiane concedendo una garanzia pubblica a  fronte di finanziamenti concessi dalle Banche anche per investimenti all’estero.

L’impresa che necessiti di un finanziamento finalizzato all’attività di impresa  può chiedere alla banca di garantire l’operazione con la garanzia pubblica. L’attivazione di questa garanzia è a rischio zero per la Banca che, in caso di insolvenza dell’impresa, viene risarcita dal Fondo Centrale di Garanzia e in caso di eventuale esaurimento di fondi di quest’ultimo, direttamente dallo Stato.

In alternativa, l’impresa può attivare la cosiddetta “Controgaranzia” rivolgendosi ad un Confidi o ad altro fondo di garanzia che provvederanno ad inviare la domanda di controgaranzia al Fondo.

Rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia l'impresa quindi non ha un contributo in denaro ma ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo, che interviene, secondo i casi, fino al 50, al 60, al 70 o all'80% del finanziamento richiesto, fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro o, nel solo caso delle Riserve PON e POI, di 2,5 milioni di euro.

Il Fondo centrale di garanzia non interviene nel rapporto Banca/Impresa e quindi tassi di interesse, condizioni di rimborso, eventuale richiesta di garanzie aggiuntive sulla parte non coperta dal Fondo ecc., sono stabiliti attraverso la libera contrattazione tra banche e imprese. La normativa relativa all’intervento del Fondo non detta, infatti,  alcuna indicazione in proposito.

Le operazioni di leasing rientrano tra le operazioni di finanziamento e pertanto possono accedere alla garanzia del Fondo.

Valutazione delle imprese beneficiarie

Il Fondo di Garanzia per le PMI è destinato alle imprese valutate “economicamente e finanziariamente sane” sulla base di criteri di valutazione che variano a seconda del settore di attività e del regime contabile dell’impresa beneficiaria (cfr. Parte VI delle Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia).
La normativa del Fondo prevede l’ abilitazione delle stesse Banche che fanno richiesta di garanzia a certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie, nelle seguenti fattispecie:


Microcredito
Per le operazioni finanziarie di importo ridotto (da 20.000 a 75.000 euro), se il finanziamento non è assistito da altre garanzie (reali, bancarie o assicurative) e se l’impresa beneficiaria presenta un utile d’esercizio negli ultimi due anni, è prevista la possibilità che la Banca certifichi direttamente il merito di credito dell’impresa trasmettendo a MCC, in luogo degli scoring contenenti i dati di bilancio, una dichiarazione attestante il ricorrere delle condizioni sopra menzionate.
Il ricorrere delle condizioni sulla base delle quali l’ammontare massimo delle operazioni è elevabile fino ad un massimo di 75.000, è attestato dalla stessa Banca con la richiesta di garanzia.
Alle operazioni rientranti nella categoria descritta è riconosciuta la priorità nell’istruttoria e nella delibera di concessione della garanzia.

Operazioni semplificate
Anche per le operazioni cd “semplificate”, che beneficiano anch’esse della priorità nell’istruttoria e nella delibera di concessione della garanzia, la Banca può certificare il merito di credito dell’impresa beneficiaria. Ciò si verifica al ricorrere di tutte le seguenti condizioni:
a) assenza di altre garanzie bancarie, reali o assicurative
b) l’impresa rientra nella fascia 1 di valutazione secondo il sistema di scoring - La valutazione del merito di credito ha generalmente ad oggetto i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi e consiste nel calcolo (scoring) dei principali indicatori economico-finanziari e del relativo scostamento dai “valori ottimali”, con il conseguente inserimento dell’impresa beneficiaria in una delle 3 fasce di valutazione (Fascia 1, Fascia 2 e Fascia 3) -
c) l’importo dell’operazione finanziaria (sommato agli altri eventuali affidamenti già garantiti dal Fondo e non ancora rimborsati) non superi il 20% del fatturato dell’impresa relativo all’ultimo bilancio approvato, ovvero il 15% del fatturato dell’impresa relativo all’ultimo bilancio approvato nel caso di operazioni finanziarie di durata non superiore a 36 mesi;
d) l’importo del fatturato dell’ultimo bilancio approvato non presenta una diminuzione, rispetto all’esercizio precedente, pari o superiore al 40%;
e) l’impresa non presenta in uno degli ultimi due bilanci approvati una perdita superiore al 5% del fatturato.

Criteri di valutazione

 Il punteggio totale per impresa “X” può pertanto variare tra un massimo di 12 punti e un minimo di 0 punti; le imprese sono suddivise nei tre seguenti livelli:

criteri1


criteri2

 

La valutazione viene effettuata sugli ultimi due bilanci approvati. Per tener conto dell’andamento nel tempo dell’impresa il precedente schema è integrato con il seguente:

Le imprese appartenenti alla Fascia 1 e alla Fascia 2 sono inserite nella Fascia 3 (proposta negativa al Comitato) in caso di richieste di intervento del Fondo su finanziamenti di durata non superiore a
36 mesi il cui importo, sommato agli altri finanziamenti già garantiti dal Fondo, superi il 25% del fatturato relativo all’ultimo bilancio approvato.
Le imprese appartenenti alla Fascia 3 sono inserite nella Fascia 2 sotto le seguenti condizioni:
a)  l’intervento del Fondo deve essere stato richiesto esclusivamente su finanziamenti a medio – lungo termine, su prestiti partecipativi o su partecipazioni;
b)  nel  caso  di  finanziamenti  a  medio  –  lungo  termine  e  di  prestiti  partecipativi  deve  essere prevista  una  partecipazione  al  capitale  dell’impresa  -  da  effettuarsi  da  parte  di  banche  e
intermediari finanziari entro la data di erogazione degli stessi finanziamenti a medio lungo termine o prestiti partecipativi – tale che alternativamente o congiuntamente:
i)  l’impresa raggiunga un rapporto mezzi propri / totale del passivo pari almeno al 20%;
ii)  l’impresa acquisisca un punteggio figurativo sull’ultimo bilancio approvato (punteggio ricalcolato  sulla  base  dell’indice  mezzi  propri  /  totale  del  passivo  comprensivo  della acquisenda partecipazione) non inferiore a 7;

L’efficacia  della  garanzia  resta  in  ogni  caso  subordinata  all’effettiva  acquisizione  della partecipazione;
c)  nel caso di partecipazioni, queste devono essere di ammontare tale che l’impresa raggiunga un rapporto mezzi propri / totale del passivo pari almeno al 20%.
 
Le nuove imprese (ovvero quelle che sono state costituite o hanno iniziato la propria attività non oltre tre anni prima della richiesta di ammissione alla garanzia del Fondo) non utilmente valutabili sulla base degli ultimi due bilanci approvati:
•  sono  ammissibili  solo  se  l’operazione  per  la  quale  è  richiesto  l’intervento  del  Fondo  è  a fronte di un programma di investimento;
•  rientrano tutte nella modalità “caso per caso”;
•  non  sono  ammissibili  se  i  mezzi  propri,  che  devono  risultare  già  versati  alla  data  di erogazione del finanziamento o di acquisizione della partecipazione (si considerano mezzi propri  anche  i  finanziamenti  dei  soci  in  conto  futuro  aumento  di  capitale  sociale),  sono inferiori al 25% dell’importo del programma di investimento.
Contestualmente alla comunicazione dell’erogazione del finanziamento o dell’acquisizione della  partecipazione  i  soggetti  richiedenti  devono  far  arrivare  al  Gestore  idonea documentazione comprovante l’avvenuto versamento dei mezzi propri.

 

Valutazione delle imprese beneficiarie

Il Fondo di Garanzia per le PMI è destinato alle imprese valutate “economicamente e finanziariamente sane” sulla base di criteri di valutazione che variano a seconda del settore di attività e del regime contabile dell’impresa beneficiaria (cfr. Parte VI delle Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia).
La normativa del Fondo prevede l’ abilitazione delle stesse Banche che fanno richiesta di garanzia a certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie, nelle seguenti fattispecie:


Microcredito
Per le operazioni finanziarie di importo ridotto (da 20.000 a 75.000 euro), se il finanziamento non è assistito da altre garanzie (reali, bancarie o assicurative) e se l’impresa beneficiaria presenta un utile d’esercizio negli ultimi due anni, è prevista la possibilità che la Banca certifichi direttamente il merito di credito dell’impresa trasmettendo a MCC, in luogo degli scoring contenenti i dati di bilancio, una dichiarazione attestante il ricorrere delle condizioni sopra menzionate.
Il ricorrere delle condizioni sulla base delle quali l’ammontare massimo delle operazioni è elevabile fino ad un massimo di 75.000, è attestato dalla stessa Banca con la richiesta di garanzia.
Alle operazioni rientranti nella categoria descritta è riconosciuta la priorità nell’istruttoria e nella delibera di concessione della garanzia.

Operazioni semplificate
Anche per le operazioni cd “semplificate”, che beneficiano anch’esse della priorità nell’istruttoria e nella delibera di concessione della garanzia, la Banca può certificare il merito di credito dell’impresa beneficiaria. Ciò si verifica al ricorrere di tutte le seguenti condizioni:
a) assenza di altre garanzie bancarie, reali o assicurative
b) l’impresa rientra nella fascia 1 di valutazione secondo il sistema di scoring - La valutazione del merito di credito ha generalmente ad oggetto i dati di bilancio (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi e consiste nel calcolo (scoring) dei principali indicatori economico-finanziari e del relativo scostamento dai “valori ottimali”, con il conseguente inserimento dell’impresa beneficiaria in una delle 3 fasce di valutazione (Fascia 1, Fascia 2 e Fascia 3) -
c) l’importo dell’operazione finanziaria (sommato agli altri eventuali affidamenti già garantiti dal Fondo e non ancora rimborsati) non superi il 20% del fatturato dell’impresa relativo all’ultimo bilancio approvato, ovvero il 15% del fatturato dell’impresa relativo all’ultimo bilancio approvato nel caso di operazioni finanziarie di durata non superiore a 36 mesi;
d) l’importo del fatturato dell’ultimo bilancio approvato non presenta una diminuzione, rispetto all’esercizio precedente, pari o superiore al 40%;
e) l’impresa non presenta in uno degli ultimi due bilanci approvati una perdita superiore al 5% del fatturato.